Più felici
No Such Thing é un podcast semplicissimo dal successo stellare. Segue il più classico dei format: tre amici (giornalisti) che fanno simil-debunking su questioni generaliste; a suon di pareri. Godibile.
Nella puntata del 17 dicembre si domandavano “Does religion make you happier?” Annosa questione, niente di nuovo. Ma mi ha stupito scoprire un dato del quale non ero a conoscenza: negli Stati Uniti chi crede, campa tra i 6 e i 14 anni in più. Son tanti.
Di fatto, chi crede tende a non fumare e a non bere, a trascorrere tempo in socialità. Chi crede ha purpose, scopo. Chi crede, parrebbe davvero, vive meglio e più a lungo, perché ha qualcosa cui tendere e si circonda di una comunità di affini. Chi crede non viene trovato in stato di decomposizione dal postino, per intenderci.
Se la domanda dunque è “la religione ti rende più felice?” la risposta sarebbe “sì” - e molto.
Ma cosa ci dà la religione in più, rispetto - ad esempio - alla politica? Anche con l’impegno politico (o sociale) si trova scopo, ci si circonda di affini. Qual é allora l’elemento che rende la religione così appetibile rispetto a qualsiasi altro erogatore di purpose?
Forse l’impegno religioso si fonda su una speranza di salvezza, dunque su un tornaconto personale: mi comporto così perché me lo chiede dio per accedere alla vita eterna. L’impegno politico e sociale invece é disinteressato: ti spacchi la schiena per la realtà terrena, ben conscio che non solo non ti aspetta la vita eterna, ma manco una pacca sulla spalla.
Ci credo che quegli altri campano 14 anni in più.
parole: 269