seguire il formaggio
oggi si usa spesso parlare di “monetizzazione dello sport”. é un fenomeno che in verità ha preso piede oltre trent’anni fa, ma la nostalgia canaglia non ci permette di accettarlo. siamo ancora legati a codini, maglie larghe, colori strampalati, calzoni corti e scarpini trasandati, ma tanto sport era finito già allora.
le isole fantasma
Il 7 settembre 1914 il governatore di parigi sequestra 1200 vetture della compagnia di taxi g-7 per trasportare nella notte 4000 soldati sulla linea di meaux. Il 12 settembre la francia, con un cospicuo aiuto della gran bretagna, vince la battaglia, che lascia sul campo 500.000 morti e riapre il conflitto mondiale.
la patente
nonno sognava di farsi scarrozzare, un giorno, dal suo unico nipote su e giù per le colline toscane, disquisendo delle ultime scoperte sulla termodinamica, sulle particelle elementari o che so io.
che non sarei diventato un ingegnere si era capito quasi subito.
baruch, il peccato veniale
delle orme che gesù lasciò in galilea, cafarnao è un’unghia sottile. mma siccome il piede del cristo è perfetto- come perfetto egli è nella sua interezza- va narrata la vicenda di baruch e del perdono concesso al gigante di cafarnao.
l’inizio e la fine, un tentativo
quando inizia una quarantena?
quando cominci a preoccuparti di quello che succede fuori e ti chiudi dentro? quando vedi le prime mascherine in faccia alla gente? quando il primo sconosciuto cambia lato del marciapiede vedendoti avanzare nella sua direzione? quando te lo dicono? col primo decreto? o col secondo o il terzo? con la paura?
quando finisce una quarantena?
ora la sfida dei brand è la ‘nuova normalità’
Il coronavirus ha portato venti di cambiamento in ogni aspetto delle relazioni umane. ci si è molto concentrati nelle ultime settimane, giustamente, nel valutarne gli effetti sulla vita sociale e lavorativa, tralasciando però a mio giudizio un aspetto importante, il cambiamento che sta coinvolgendo anche il settore della comunicazione.
questa estate non deve fare schifo
e mentre – ancora una volta – la comunicazione in Italia si è dimostrata la prima delle voci di budget da sacrificare, una riflessione più oculata avrebbe permesso a professionisti, aziende, ma soprattutto istituzioni, di rendersi conto che, forse, la comunicazione era proprio la voce da non cancellare.