le due volte di long john
wimbledon 2010, la partita più lunga di sempre; ieri, il tie-break record. perché sempre isner e che cosa ci insegna la sua determinazione.
una scelta personale
30 mio di sponsorizzazioni. a un mese dallo scandalo di melbourne, nessuno dei brand che legano la propria immagine a quella di djokovic ha ancora preso le distanze dalle sue posizioni no vax. ma la bocca continuano a riempirsela tutti, su responsabilità sociale e impatto civile.
eroi se conviene
la cina cambia il finale di fight club e gli americani muti. il celodurismo da salvatori del mondo che si scioglie di fronte al business is business, una dittatura rammollita e la nostra responsabilità di consumatori
dj saved my life
“who can relate?” asks logic in his score. this should be the basis of any creative thought from now on, whether business- or art oriented.
teatro e cinema ripartano dal rumore
proponiamo l’inaugurazione di un nuovo circuito di sale silence-free. ripartiamo dal rumore, dal chiacchiericcio, dalle risate, dai fischi, dagli applausi, dal senso di libertà e di genuino divertimento tra sconosciuti.
teo
today it might have felt obsolete to communicate the presentation of a new foreign bank using actors, while an authentic testimonial is truly more effective to entrust a confused and tired audience with a far more human approach.
una questione di carattere
il libro-panettone di bruno vespa che si affaccia al natale è confortante come solo gli appuntamenti nostalgici sanno essere, come le tradizioni che non tradiscono mai, come una manifestazione no-vax il sabato pomeriggio. come la morte.
the political brand
“in power” and “in charge” seem to indicate someone who illicitly occupies an arbitrary position. if we were to consider political parties as brands, then we would be looking at a monumental lack in brand loyalty. but is there a way out?
of herds and men
"not every man remembers the name of the cow which supplied him with each drop of milk he has drunk." or would they? berle farm and oatly are two sides of the same coin, both trying to recover a lost meaning in food and beverage consumption.
the territorial bond
we need to go back to believing as soon as possible that not everything has to do with economical revenue. not sports, at least. not the kids’ dreams.
we can’t breathe (ma è lo smog)
perché nessun bimbo debba in futuro riconoscere la propria casa dal puzzo che emana o dal colore nerastro che ne imbratta la facciata. e perché, come si suol dire, è il progresso, bellezza! ed è inarrestabile.
hello, I’m a human being
“get real” says the back-up copy of the campaign. this is what matters at last: tangible, truthful, empathetic reality. the underlying identity of a brand remains the scariest factor to competitors.
le scrivanie e i banchi di scuola
come mai nessuno, e ripeto: nessuno, ha dato un endorsement serio e tangibile ai movimenti di protesta? perché nessuno è sceso in piazza al fianco dei ragazzi?
what we mean by “human branding”
how can a consumer empathize with a brand that doesn’t possess the main trait that he or she might identify with? how can I identify myself and my needs with this john wayne character, this fearless, heroic, cocky, testosteronic prick who will always grab his balls to overcome life’s challenges?
e… azione!
no panic & act è guidato da giulio rubinelli e susanna bellandi: trenta e passa anni di distanza ma la sintonia dei coetanei, ci dividiamo rispettivamente creatività e strategia nella ridefinizione di brand più umani, più sinceri, più sostenibili, più efficaci.
no logo
“se il prodotto è gratuito, il prodotto sei tu”, è così che si dice, giusto? bene, ora sul prodotto c’è anche la tua faccia. e viene scaricata da sei milioni di persone in tutto il mondo.
l’anno breve
sfruttiamo questo 31 dicembre per fermarci un secondo, soltanto un breve momento, a far mente locale e guardarci alle spalle. altrimenti verremo travolti da ciò che ci attende. di nuovo cinici, di nuovo arroganti, di nuovo impreparati.
i mammiferi
la pastorale all’italiana in un passaggio tra generazioni che lascia ben sperare per il futuro. oppure: esegesi del momento esatto in cui un tredicenne ha mangiato in testa a bruno vespa.
gessate
“la maturità è un'amara delusione per la quale non esiste rimedio, a meno che non si dica che la risata è un rimedio per ogni cosa.”
la risposta era una, sempre la stessa: finché saremo stupidi, insieme, saremo salvi.
a riveder le stelle
ci sono sprazzi di bellezza che, a fatica ancora si districano dal cavillo di orrori cui siamo tanto avvezzi.
“…quindi uscimmo a riveder le stelle.”