Capitolo Primo

“La boxe è qualcosa di innaturale, perché si fa sempre tutto al contrario. Quando vuoi spostarti a sinistra non fai un passo a sinistra, spingi sull'alluce destro. Per spostarti a destra usi l'alluce sinistro. Invece di allontanarti dal dolore, come farebbe qualsiasi persona sana, gli vai incontro. Tutto nella boxe funziona al contrario.“

Mi rendo conto adesso (meglio tardi che mai!) che fino ad oggi ho vissuto la mia vita come un incontro di boxe (questo peraltro spiega la mia passione per questo sport così distante da me).

Ho vissuto una vita al contrario, facendo un passo a sinistra per spostarmi a destra, andando incontro al dolore invece che scansarlo. Perché? Perché ero cieco, perché dovevo proteggermi, proteggere la vera persona che ero. E adesso, forse, per la prima volta nella mia vita, vedo.

E mi è servito vivere così. Chissà dove sarei ora altrimenti - come sarei ora. Ma adesso non ne ho più bisogno. È come se vedessi chi sono e quello che ho per la prima volta.

Da oggi decido io. Se voglio andare a sinistra, muovo un passo a sinistra (questo spiega invece la mia passione per la corsa) e il dolore - non lo voglio. Non mi serve. Riparto da me.

Sono Giulio, ho trentasei anni, ho un figlio meraviglioso, abito in una città piena di opportunità, sono bravo nel mio lavoro, ma voglio provare a fare - davvero - quello per cui batte il mio cuore: scrivere. Sono una persona capace e posso ambire a fare quello che desidero.

Da oggi scelgo. E so cosa voglio. Riparto da me. Riparto da qui.

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