La linea
L’ho percepita distintamente, oggi, la linea. Era tanto vicina che ne potevo sentire l’odore. Tracciata in terra, sottile e tesa, così netta che sembrava davvero invitarmi ad attraversarla. Biglietto di sola andata, viaggio in prima classe, non mi ricordavo più quella sensazione di rischio tangibile e immediato. Il primo passo è una goduria, ma quando la seconda gamba valica la linea, è un rigurgito nell’ade.
Poi c’è Oli. E Oli cambia tutto. Ma mi son dovuto concentrare, le forbici ancora in mano, sa dio quanto sono rimasto a fissare il vuoto. Si, poi arriva mio figlio e tutto torna.
È un lampo, schizza via. Eppure varcata la linea, non si torna più indietro. Oggi me lo sono ricordato. Quella roba non si dimentica. Basta un soffio, poi la vita è andata.
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