Die Perfekte Welle
Non è davvero indispensabile avere il pallino della Storia per farsi colpire dall’anomalo allineamento dei pianeti in Germania. Continuo ad avere fiducia in questo Paese, eppure ci sono segnali che diventa sempre più difficile ignorare. Senza stare a fare il ripasso dell’ascesa dell’AfD e del suo ruolo politico - e geografico - nella Germania degli ultimi dieci anni (la transizione dall’ultimo mandato della Merkel, passando per la cancelleria di Scholz e della coalizione semaforo, fino al tracollo del governo Merz: il più sfiduciato dal secondo dopoguerra con il 13% percento delle simpatie), abbiamo oggi due fatti sul tavolo.
Fatto Primo: Secondo l’ultimo sondaggio, se domenica si andasse a votare, il partito di estrema destra Alternative für Deutschland sarebbe primo partito con il 27% delle preferenze, i democristiani seguirebbero con il 24% e i Verdi a rimorchio con il 15%. I socialdemocratici sarebbero giù dal podio con il 12% delle preferenze.
Non era mai successo dal 1945 ad oggi che un partito di estrema destra, nazional-populista, antisemita, antislamico, euroscettico e omofobico - in sintesi: dichiaratamente fascista - raggiungesse questo livello di gradimento.
Il 6 settembre si terranno le Landtagswahlen (le elezioni per i governi federali) e in Sassonia la AfD secondo gli ultimi sondaggi è attestata al 41%: un trionfo pressoché certo. Sarebbe la prima volta dal dopoguerra a crollare la cosiddetta Brandmauer, il rifiuto categorico dei partiti democratici di centro (specialmente la CDU) di collaborare o di formare coalizioni con l'estrema destra. Sarebbe inoltre la prima volta dal 1945 che un partito che l'intelligence tedesca considera una minaccia per la democrazia ("accertato movimento estremista di destra") assumesse il controllo di un ramo del governo.
Fatto Secondo: Dal 1° gennaio 2026, la Germania ha introdotto una riforma del servizio militare che, pur non ripristinando la coscrizione obbligatoria, impone restrizioni severe: gli uomini tra 17 e 45 anni necessitano di un'autorizzazione della Bundeswehr per soggiorni all'estero superiori ai tre mesi. Questa norma mira a monitorare la forza lavoro potenziale in un contesto di tensioni europee. È stato inoltre reintrodotto un sistema di registrazione capillare e la visita medica obbligatoria per valutare l'idoneità. La legge è, con ogni ragione, considerata da molti come l'anticamera di una possibile reintroduzione della leva obbligatoria. Il piano prevede di portare il numero di soldati attivi dagli attuali 184.000 a 260.000 entro il 2035, oltre a raddoppiare il numero dei riservisti.
Nondimeno la Germania ha già avviato un processo di riarmo senza precedenti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Sotto la guida del Cancelliere Merz, l'obiettivo dichiarato è di “trasformare la Bundeswehr “nell'esercito convenzionale più potente d'Europa”. Per il 2026, il governo ha stanziato circa 83 miliardi di euro solo per il bilancio della difesa, con l'obiettivo di superare i 150 miliardi entro il 2029. Intanto parte dell’industria civile sta venendo riconvertita alla produzione bellica. Ad esempio, alcune fabbriche di treni ora producono componenti per i carri armati Leopard 2.
Alla luce di questi due fatti basilari, l’equazione che in pochi timidamente si sentono di risolvere è: il piano di sviluppo dell’esercito e delle capacità belliche tedesche è compatibile con la prospettiva di un governo nazionale di estrema destra?
Se i due fatti presi singolarmente già lasciano sgomenti, l’unione dei due elementi fa letteralmente balzare il cuore in gola. E lo ripeto: continuo ancora, nonostante tutto, ad avere fiducia in questo Paese. Ma si mette malino. L’economia in questo non aiuta: la Germania affronta gravi sfide strutturali, tra cui alti costi energetici, burocrazia, debolezza delle esportazioni e un calo delle entrate fiscali. Come detto in principio, non occorre essere appassionati storici per vedere un pattern poco promettente delinearsi all’orizzonte.
Eccola, la Tempesta Perfetta che poco ha a che fare con la Perfekte Welle che prendeva d’assedio le radio tedesche nel 2004, in anni di abbondanza e di spensieratezza ormai distanti. Eppure i versi iniziali di questa canzone oggi suonano più sinistri che mai. Anche se speriamo tutti di sbagliarci.
Mit jeder Welle kam ein Traum
Doch Träume gehen vorüber
(Con ogni onda arrivò un sogno / Ma i sogni finiscono)
parole: 672