E poi mille ancora

Normalmente nella nostra pizzeria c’è uno scaffale dove tengono i libri per i bambini. Un piccolo accorgimento per rendere più agevole l’attesa dei piccoli (e quindi dei grandi) tra le portate. Stasera c’era troppa gente, si teme che si potesse trattare dell’ultima giornata estiva prima del sopravvento dell’autunno. Dunque non c’erano più libri. Siamo tornati al nostro posto e gli ho detto “Mi spiace Oli”. Ha appoggiato le manine sul tavolo e sopra il mento, guardandomi con quegli occhi grandissimi. “Non fa niente Babbo,” mi ha rassicurato, “raccontami del libro che stai scrivendo.” Quattro anni a novembre. Credo di non avere mai sentito pronunciare una frase più dolce in tutta la mia vita. La trama gliel’avevo raccontata già a grandi linee - da allora vuole sapere tutto sui cowboy. Ma il fatto che ora volesse la mia storia a intrattenerlo, la mia, non Robin Hood, non la Disney, non Winnie Pooh, non Dahl, non Kipling, non Verne, ma la mia storia, mi ha commosso profondamente. “È una storia per bimbi, vero?” si è subito sincerato. “No, amore. Non è per bimbi, ma se vuoi te la racconto lo stesso.”
Con tutta la gente che c’era, ci hanno messo una vita a portarci la pizza. Noi quel tempo l’abbiamo trascorso a parlare del mio romanzo. Ha ascoltato tutta la storia in silenzio, poi aveva un sacco di domande: che cos’è uno sperone? che cos’è la democrazia? che cos’è un parlamento? E così un’ora è volata e io ho potuto immaginare che fosse un trailer del tempo che ci attende: mio figlio ed io, in pizzeria, a parlare di politica e di letteratura. Che poi magari non succederà mai. Però che meraviglia. E quanto si è fatto grande.
Dopo, nella vasca, aveva ancora domande. “Che cos’è la passione, Babbo?” È quando ti batte forte il cuore per qualcosa o per qualcuno e non vuoi più stare senza. “E che cos’è che non è passione?” È una vita tiepida, né calda né fredda, che non ti fa battere il cuore per niente. “Io non voglio una vita tiepida mai. Voglio avere sempre tante passioni che mi fanno battere il cuore.”
Posso mai augurarmi qualcosa di meglio per il tuo futuro, Oliver? E mille serate come questa. E poi mille ancora.

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I frutti