Il buon pretesto

Di fronte alla vicenda Ranucci, non chiamare alla piazza è da parte della sinistra italiana un errore imperdonabile. Su cosa si misura la tenuta di questo benedetto campo largo, se non sulla condivisione di valori basilari come la libertà di stampa? La destituzione di Report è uno degli obiettivi più agognati dai governi di centrodestra sin dalla prima discesa in campo di Berlusconi. Ci è riuscita infine la Meloni, con qualche appello e tanta solidarietà a chiacchiere dai banchi dell’opposizione.
Il 4 settembre Fratelli d’Italia festeggia il governo più longevo della storia repubblicana. Quattro lunghissimi anni di governo Meloni. Ci sono mancati i pretesti per alzare le barricate di fronte a Palazzo Chigi? Ci sono mancate le occasioni per bloccare il Paese? Se la sinistra si è sentita in diritto di tacere di fronte ai decreti sicurezza, la riforma della giustizia, i centri di trattenimento in Albania, non scendere in strada in difesa dell’ultima libera informazione di cui il Paese disponeva è politicamente criminale. Sono tutti conti che pagheremo cari alle urne. Ancora. E ancora. Intano ci scorrono sotto il naso le occasioni per compattare davvero le opposizioni, non coi selfie in trattoria, ma sottobraccio, a schiere, guidati dai pochi, pochissimi valori fondanti che ci accomunano a quei mentecatti dei Cinque Stelle. Che se proprio dobbiamo allearci con loro, già che manco sulla forma della Terra la pensiamo uguale, almeno sulla libertà di stampa saremo pur d’accordo?

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