Il suo nome

Non c’è altro autore il cui nome non mi smuova immediatamente qualcosa nel profondo, come Paul Auster. Non ha scritto i libri migliori che abbia letto. Forse non lo considererei in una cinquina dei migliori autori anglofoni. Probabilmente nemmeno una delle sue opere finirebbe in un’ipotetica lista dei dieci titoli migliori di tutti i tempi. Ma il mio cuore batte sempre e solo per Paul Auster. E non ho gli strumenti per spiegare come mai questo accada. C’è forse, nel suo modo di narrare, qualcosa di fanciullesco, di ingenuo nella costruzione dei periodi, che ammiro profondamente e che, al contempo, non mi sono mai concesso.
È vero, c’é Carrère. Anche quando vedo il suo di nome mi emoziono. Attendo i suoi romanzi con ansia. Ma Carrère è un genio. Inarrivabile, perfetto. Non gli manca niente. È l’apice della libertà narrativa. Eppure è possibile sentirsi davvero vicini umanamente a Carrère mentre lo si legge (a meno di non essere Houellebecq)? Io a cena con Carrère non saprei nemmeno cosa dirgli.
Con Paul Auster, invece. È la persona. È proprio lui che tocco nelle pagine, è nei suoi occhi che guardo, è la sua mano che sento a guidarmi. Quanto cuore. E così basta scoprire un titolo che mi era sfuggito, una copertina mai vista prima, ma soprattutto quel nome, Paul Auster, a darmi un brivido. A darmi la certezza che sin dalla prima pagina lo ritroverò, anche ora che non c’è più. Anche ora che non leggeremo più niente di nuovo che porti la sua firma. Il suo sguardo sul mondo, la sua carezza sulle cose.
Nel paese delle ultime cose si chiama. Si può davvero dare titoli simili ai propri romanzi? Ma siccome è di amore che parlo, sia chiaro: il titolo impallidisce di fronte al nome. È Paul Auster. E tanto basta. L’ultima copia reperibile l’ho trovata usata e arriverà tra un mese abbondante. So già cosa proverò quel giorno, scartando l’imballaggio della spedizione. Temporeggiando nella lettura. Ritrovando il mio amico sin dal primo rigo. Ed è una sensazione impagabile. La certezza di un’amicizia immortale, ricambiata magicamente e oltre ogni ragionevole dubbio, sigillata nell’abbraccio della lettura.

parole: 357

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