La metà di zero

Dei David di Donatello parlano soltanto Corriere, Repubblica e gli addetti ai lavori. E a ragion veduta. L’equazione è ormai da anni sempre la stessa: fanno film sempre gli stessi quattro gatti + al cinema non ci va più nessuno - vengono tagliati i fondi al cinema = vengono premiati sempre gli stessi quattro gatti. Una tristezza senza fine resa soltanto più grottesca dall’importanza che si attribuiscono i premiati: tanto quelli che si commuovono, quanto quelli che usano il palco come amplificatore politico; tutti apparentemente ignari di suonarsela e di cantarsela tra loro.
La vera voce critica, oltre la pantomima, è l’unica assente della serata. Perché la kermesse fa comodo a tutti. Tranne che al cinema italiano.
E non nascondiamoci dietro la politica: mancano le idee e mancano i contenuti. Un bel film si può girare con pochi soldi. Si può distribuire con pochi soldi. Può perfino raggiungere il successo, con pochi soldi. Ma senza una buona idea, l’equazione rimarrà sempre la stessa. Coraggio e idee. Continuiamo ad attendere con pazienza. E a goderci questo indegno spettacolo.

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La vita quaggiù