Lasciateci sognare

É un brand del ‘97 ma tutti lo fanno antichissimo. Perché? Perché una cosa Moleskine l’ha fatta benissimo: storytelling.

Il taccuino Moleskine è l’erede e successore del taccuino leggendario usato da artisti e pensatori negli ultimi due secoli: tra loro, Vincent Van Gogh, Pablo Picasso, Ernest Hemingway e Bruce Chatwin.

Attenzione: “l’erede e successore di”. Ma a tutti piace pensare di usare lo stesso quaderno di Chatwin (che quasi mai qualcuno ha letto - peccato tra l’altro). Look vintage, aspetto minimal. La stessa formula, ancora e ancora. A tal punto che si sono potuti permettere centinaia di variazioni sul tema, collaborazioni, ma poi la Moleskine rimaneva quella cosa lì.

Come tanti, io su queste agendine ci scrivo dal liceo e ne porto sempre una in tasca. Ne ho una pila infinita che mi trascino di trasloco in trasloco e che conservo in uno scompartimento dedicato della libreria.
A costo di risultare pedante: le ultime due me le hanno fregate. Quindi ieri mattina in aeroporto ne ricompro una nuova e mi accorgo di un dettaglio che mi ha letteralmente fatto cadere le braccia.

E mi domando: “perché?” Di chi é stata la brillante idea di gettare trent’anni di brillante narrazione nell’immondizia per imporre sulla terza pagina una manifesto esplicitamente corporate? Chi ne trae giovamento?

Innanzitutto il titolo: “Manifesto”. Mannaggia, il manifesto non si dichiara. Mai. Che cos’è, una presentazione Power Point? E poi questo tono aziendalista anni Novanta. Inutile. Increscioso.
E Chatwin? Picasso? Che son crepati tremila anni prima della sua fondazione, certo, ma che vivevano pur sempre nel nostro immaginario ogni volta che scostavamo l’elastico e cominciavamo a scrivere.

Dannazione, ma fateci sognare un poco, no? Almeno i quaderni, almeno la carta, almeno la Moleskine. Un briciolo di poesia. Un filo di anima. Quanta inutile violenza, quanto scarso riguardo per pochi sognatori di carta in via d’estinzione. Ma vi volete stare fermi con quelle testacce che vi ritrovate? Fermi. State fermi! E lasciate brillare un pizzico di nostalgia per una grazia estinta. Mannaggia a voi.

parole: 335

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Isabella

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