Leggere teatro

Se già la lettura oggi risulta essere più importante che mai per la sua spinta all’immaginazione (spinta progressivamente soppiantata da rappresentazioni preconfezionate, tutte identiche), leggere opere teatrali richiede al lettore un passo supplementare. Questo infatti si trova a dover figurare ben più di quanto proposto dall’autore nelle brevi didascalie, ovvero tutto ciò che non é dialogo. Movimenti, azioni, intenzioni, distanze, dettagli, ambientazioni. Tutto é nelle mani del lettore, ogni cosa risponde a un disegno che é quasi interamente suo e suo soltanto.

Leggere teatro é un’attività tra le più intime sul piano ricreativo, é un parco giochi della mente e della fantasia e davvero non si spiega come sia potuto diventare una prerogativa esclusiva degli addetti ai lavori, piuttosto che un obbligo tassativo sin dall’infanzia e dal primissimo approccio alla lettura. Per leggere teatro non é necessario frequentare il teatro, non é indispensabile conoscerne le regole e i meccanismi. Per leggere teatro, a dirla tutta, non é necessario assolutamente niente se non la propria creatività. É pittura interiore, senza possibilità di errore. É libertà smisurata, gioco senza quartiere.

E se da qualche parte bisogna cominciare, allora é da uno dei suoi maestri, che con pennellate essenziali ma precisissime assorbe il lettore in trame lineari e attuali, senza voli pindarici, senza costrutti pretenziosi, ma con l’equilibrio di chi sa scrivere insieme al lettore, in una danza non meno armonica di quelle affrescate dai pattinatori che ammiriamo in questi giorni alle Olimpiadi. Per scrivere teatro serve una generosità senza misura, per leggerlo invece, un amor proprio che in pochi sanno di custodire. E forse il più generoso tra gli autori teatrali è, ancora una volta, Friedrich Dürrenmatt. E I Fisici” (per Einaudi) il suo capolavoro più contemporaneo e sofisticatamente elementare. Nei Fisici ritroviamo Hannah Arendt e Chaplin, Primo Levi e Agatha Christie. Nel tempo di un paio di viaggi in metropolitana. E le immagini che ne trarremo saranno uniche al mondo e, al contempo, ci aiuteranno a capire il mondo.
Più di qualsiasi romanzo.

Leggere teatro, mi pare, é oggi un’opportunità irrinunciabile e offre spunti nuovi per coloro che non solo non andrebbero a teatro, ma che troppo spesso non reputano di trovare manco il tempo per la lettura di un romanzo. Anche le dimensioni di un testo teatrale, a dirla tutta, sono quelle di uno smartphone. Pure più leggero, in uno scroll di infinita immaginazione.

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