Privo del valore culturale necessario

Mi stupisce, ancora una volta, lo stupore. Lo stupore nel veder negato il finanziamento con fondi pubblici al docufilm su Giulio Regeni. Meraviglia. Indignazione. Regeni incarna l’Italia migliore, visionaria, audace, coraggiosa. Come cozza questo profilo con le vedute ristrette di un governo come quello italiano. Come cozza, la storia di Giulio Regeni, con princìpi come Patria, come Sovranità, Protezionismo. Cosa ha da spartire, questo governo, con un giovane ricercatore brutalmente assassinato per avere indagato sui rapporti tra le istituzioni corrotte e i sindacati indipendenti egiziani. Cosa ha da spartire Alessandro Giuli con l’intraprendenza, con la curiosità, con lo spessore etico e morale di un ragazzo massacrato a ventotto anni per la propria sete di verità.

L’Italia non merita Giulio Regeni. Non lo meritava quando era ancora in vita e tantomeno lo merita oggi che è morto. Dati alla mano: il gradimento di Giorgia Meloni - dopo tre anni e mezzo di governo - si attesta al 27,9% e la fiducia complessiva nell'esecutivo che si aggira intorno al 43-44%. Intanto gli espatri giovanili, durante questi anni di governo patriottico, hanno raggiunto picchi esorbitanti: il 2024 è stato l'anno che ha visto il record assoluto di circa 156.000 espatri totali (un aumento del 36,5% rispetto al 2023); di questi, oltre il 72% (circa 112.000 persone) appartiene alla fascia d'età 18-49 anni.

Continua a stupirmi lo stupore. Perché mai questo Stato dovrebbe finanziare un film su Giulio Regeni? Perché mai dovrebbe avere a cuore la diffusione della sua storia? Perché mai non dovrebbe reputarlo “privo del valore culturale necessario” per accedere ai fondi pubblici?
Non solo questo governo è stato democraticamente eletto, ma viene ancora orgogliosamente sostenuto. In queste stesse ore la Presidente amica di Trump è in missione in Medio Oriente per stringere accordi su gas e petrolio con nazioni che violano sistematicamente i diritti umani. A ben vedere, non ricevere questo finanziamento è una medaglia al petto. La triste verità è che il governo Meloni è un riflesso impietoso del Paese. E la commissione purtroppo ha ragione: questo film non interessa a nessuno.
Infondo non ha ricevuto finanziamenti nemmeno l’ultima sceneggiatura - postuma - di Bernardo Bertolucci. Ci sono invece riusciti Il biopic su Gigi D'Alessio (finanziato con 1 milione di euro) e "Tony Pappalardo" di Pier Francesco Pingitore (800mila euro).

Dopo aver visto il corpo del figlio, Paola Regeni pronunciò queste parole: "Sul corpo di Giulio c'era tutto il male del mondo."
Ma il male ha varie forme. E non ha davvero mai fine.

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8pm