8pm

Quanto gli piace sapere che siamo qui, tutti quanti, con gli orologi puntati alle sue 8pm. I suoi orari, le sue regole, i suoi ultimatum. Che tutto il mondo batte al tempo del suo orologio, che l’universo si muove intorno ai suoi capricci, alle sue minacce, ai suoi desideri. Questo è esattamente tutto ciò che gli importa. E siccome ci stiamo abituando alle sue sparate, deve sempre alzare ancora un po’ di più l’asticella. Deve imbarbarire ancora un po’ di più il linguaggio. Deve sentirsi ancora un po’ di più indispensabile nelle nostre misere esistenze. Deve percepire di avere potere di vita e di morte su ognuno di noi. Che può incidere sul nostro stile di vita, sui prezzi della nostra spesa, sul nostro voto. Se avesse un’etichettatrice abbastanza grande, appiccicherebbe la sua faccia su ogni singola persona, ogni singolo oggetto, animale, strada, paesaggio, stella e pianeta, per ricordarci che lui è tutto, che può tutto, che possiede noi e tutto ciò che ci è più caro.

E non è solo lui. Non deve rimanere solo lui. Sono tutti quelli che lo hanno votato una seconda volta. Sono anche tutti quelli che gli stanno concedendo di giocare al padreterno: a casa sua e a casa nostra. Dovrà esserci un tribunale, dopo di lui, per ricordare chi gli ha retto il gioco. Chi gli ha dato premi, chi lo ha corteggiato, chi lo ha assecondato, celebrato, adorato. Queste persone dovranno pagare per l’insensata violenza, per il caos gratuito che questo involuto ha imposto al mondo nella sua assoluta arbitrarietà.

Intanto aspetteremo le sue 8pm per vedere fin dove potrà mai venire alzata ancora l’asticella. Che si spezzerà, perché si spezzerà. Ogni asticella della Storia ha battuto contro un tetto fragilissimo che immancabilmente è crollato in testa al mondo. Sempre per mano di figure che sentivano il bisogno di giocare a fare dio. E di coloro che glielo hanno concesso. La Storia è certamente disseminata di autocrati. Ma anche di complici. Gli americani dovranno pagare e duramente per Trump. Dovranno pagare e duramente per queste 8pm. Loro che si sentono distanti, superiori, intoccabili. Ma che hanno la memoria ben corta. Che quando sono stati colpiti, in casa loro, nessuno li aveva avvertiti con un tweet imbecille. L’asticella si spezzerà, certo, ma il tetto cadrà in testa anche a loro.

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Lontano dagli occhi