Nazisti maleducatissimi
Ancora non si sa chi sia responsabile del leak di cui è stata vittima la AfD. 420.000 mail dei piani alti del partito, compresa la corrispondenza della Weidel, dal 2018 a oggi. La stampa progressista chiosa trionfante che potrebbe diventare “un problema” per il movimento dell’estrema destra.
Temo di non concordare. Ho letto alcuni estratti che vengono riportati oggi sui giornali e, onestamente, credo che avrà l’effetto opposto. I toni delle mail, l’arroganza, la prepotenza che dimostrano i manager della AfD, rispecchiano in modo fin troppo lieve quello che i suoi politici tuonano, senza farne certo un mistero, dai banchi dei parlamenti federali ogni giorno. Fedeli al linguaggio dell’”uomo comune”, questi modi non fanno che confermare quello che già i loro elettori sanno e che, soprattutto, si aspettano.
Veramente crediamo che i sostenitori di un partito neonazista, xenofobo, antidemocratico, i cui politici non esitano a sostenere che “i migranti clandestini dovrebbero essere smaltiti nella discarica” o che “questi immigrati sono dei parassiti che distruggono il corpo del nostro popolo”, si scandalizzino per dei modi bruschi e maleducati con i quali la Weidel disdice un albergo o dà dell’incapace a un collaboratore?
Nessuna tempesta perfetta. Chi vota AfD non cerca il bon ton istituzionale, ma una forza di rottura e la grancassa della stampa progressista permette al partito di attivare istantaneamente il collaudato riflesso del vittimismo: presentare il leak non come un problema di integrità interna, ma come l'ennesimo attacco coordinato dell'establishment.
Se un vero pericolo esiste per la Weidel e la sua cerchia, questo non risiede nella pancia dell'elettorato, ma nelle pieghe del diritto. Le oltre 420.000 e-mail non contengono solo sfoghi, ma faldoni di documenti, verbali e dati finanziari. Le incongruenze cronologiche emerse sulla vecchia vicenda dei finanziamenti svizzeri del 2017 offrono ai magistrati e all'Ufficio per la protezione della Costituzione (BfV) materiale d'indagine ben più solido di qualsiasi scivolone di stile. La partita insomma non si giocherà nei sondaggi, ma nei tribunali.
Pensare di sconfiggere l'estrema destra denunciandone la mancanza di galateo significa non aver capito nulla degli ultimi dieci anni di storia europea. Più che un'arma letale per il partito, l'indignazione a buon mercato rischia di essere l'ennesimo regalo propagandistico.
E direi che non ne sentivamo il bisogno.
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