Un Cacciari al giorno
Il Professor Cacciari decide - ancora una volta - di metterci a parte dei suoi pareri. Ciclicamente, il Filosofo di Tutto, riaffiora come soltanto in Italia sanno resuscitare i portatori sani di Nulla. Quando organizzando raccolte firme per l’abolizione del Green Pass, quando per opporsi all’invio di aiuti all’Ucraina, quando per sbilanciarsi su quella mano dubbia di Burraco che ha fatto perdere mille lire al Gianni. Del Cacciari pensiero sappiamo tutto - perché lui tutto sa - tranne che del suo pensiero filosofico.
Oggi, a borse chiuse, il Professore decide di illuminarci - udite udite - anche sul tennis. “Un giorno da pecora” non poteva trovare ambasciatore più competente. Chissà se Jannik Sinner, pur così impermeabile al giudizio, si riavrà dopo avere udito le parole di Cacciari - in particolare con il Roland Garros alle porte. Il pensatore tragico (Cacciari, non Sinner) dunque si annoia terribilmente a guardare le partite del numero uno altoatesino. “Perché non è Federer, dai. Non è Nadal.” Hai capito il filosofo, che spirito analitico? Non gli sfugge proprio nulla. Che sarebbe come dire: “Gagliardo Roth, ma vuoi mettere Tolstoy?”
Va anche sottolineato che a intervistarlo era Nancy Brilli, ma questo è un discorso a parte.
Ad ogni modo, ascoltare questo che Cacciari stesso definirebbe un vaniloquio, mi ha fatto ritornare in mente una sua intervista a Repubblica che avevo letto qualche anno fa e che sono andato a riprendere. Si parlava di social media. In breve il Professore sosteneva che i social hanno imposto una comunicazione frettolosa e superficiale, basata solo sulle "chiacchiere" - un linguaggio che impedisce ogni vera analisi, critica o giudizio ragionato.
Suona familiare? Gira che ti rigira, figure come quella di Massimo Cacciari sono il proprio peggior nemico. Nel Paese degli esperti della pappa col pomodoro, anche i filosofi non conoscono il senso del ridicolo. La lusinga di venire interpellati su tutto è accecante per un ego che viaggia sui binari dell’infinito.
Forza Jannik, la consapevolezza di annoiare Cacciari è asfissiante, ma ora testa a Parigi!
Che pazienza dio santo.
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