All-in

A questo punto non so dire se si tratta di un bel romanzo, se è ben scritto, se il formato è davvero accattivante come credo, se i personaggi reggono, se la struttura è ben congegnata, se gli intrecci funzionano. Ormai sono calato completamente dentro e non mi accorgo nemmeno più se il titolo è corretto sulla prima pagina (davvero). Ho scritto così tanto che letteralmente mi dolgono i polpastrelli dal pigiare sui tasti.
So che questo domani va al mio vecchio agente, che non sono sicuro si ricordi nemmeno che faccia ho e che quindi potrebbe chiedermi cosa gliene dovrebbe fregare a lui, dopo anni di latitanza, di leggere un nuovo manoscritto.
È sempre così quando finisco qualcosa. Me ne separo, come faccio anche con le persone. Da domani questo manoscritto non sarà più soltanto mio e chi si è visto si è visto. Ha sicuramente a che fare con il timore di fallire. Ancora.
Intanto mi dedicherò alla traduzione, che lo sa il signore quanto tempo mi porterà via. Ma almeno dovrei raddoppiare le mie chance.
Davvero non so quante altre volte mi saprò misurare col senso di sconfitta per un inedito. Quindi a questo giro andiamo all-in. Voglio ancora credere di poter essere più di ciò che sono oggi. Di poter essere felice.
Di certo non potrò più raccontarmi che non ci ho provato.

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Babylon Berlin 5