L’altro bilancio

Una ricorrenza, temo, dovrebbe rappresentare anche un’occasione di bilancio.

Rispetto a ottant’anni fa il Paese è sicuramente progredito. Aspettativa di vita, livello di istruzione, PIL pro capite, diritti civili e sociali, infrastrutture e trasporti, welfare e tutela sociale, emancipazione femminile e via dicendo. Nell’universo tangibile, la vita degli italiani è migliorata sotto ogni punto di vista.

Sono i temi etici e morali a lasciarmi perplesso. Mi domando sotto il profilo della virtù, come e quanto siamo stati in grado, come cittadini, di compiere un reale passo avanti rispetto a quelli che furono le italiane e  gli italiani che votarono nel 1946.

Mentre il Paese generava benessere, come ha saputo al contempo generare coscienza? Come è maturato dal punto di vista valoriale? In definitiva: abbiamo saputo mettere a frutto tutto questo benessere oltre gli indicatori economico finanziari? Come esseri umani siamo diventati migliori nell’arco di tre generazioni?

E dunque: oggi, precisamente, cosa celebriamo? Il PIL?

Come per il 25 aprile, la ricorrenza a poco vale, se non accompagnata da un bilancio critico. Da uno sguardo a migliorarsi nel futuro. Abbiamo conquistato la democrazia, certo, ma abbiamo saputo valorizzarla? Proteggerla, coltivarla, nutrirla?

Possiamo celebrare allo stesso modo anche il Colosseo: imponente e meraviglioso. Porta valore economico, è chiaro. Ma oltre a constatare che “è bello”, questo ammasso di sassi non rappresenta che il genio di un popolo estinto da secoli, un successo ereditato senza alcun merito. Parimenti della nostra democrazia e della nostra Costituzione, oltre a essere meravigliose sul piano celebrativo e romantico, abbiamo saputo cogliere uno spunto per essere un popolo migliore rispetto a quello che acclamava l’entrata in guerra da Piazza Venezia?

E non è retorica. È un passo fondamentale per cogliere lo spirito profondo dei Padri Costituenti. Altrimenti possiamo limitarci alle parate, alle Frecce Tricolori e a una giornata di stacco dal lavoro.

Mettiamola così: oggi è il compleanno della Repubblica. E come è consuetudine per i compleanni, ha senso porsi dei propositi. Cara Italia, quali sono i tuoi buoni propositi per questo nuovo anno? (Oltre il ponte sullo Stretto e i crocifissi nelle aule scolastiche, si intende.)

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