Babbo, Dumas, Ella Fitzgerald

Da qualche sera un jazzista si apposta nel parco di fronte casa a suonare un’oretta il suo sassofono. Sta diventando ormai una consuetudine metterci la giacca e fare un aperitivo sul balcone ascoltando la musica. Io con la mia radler, lui con una spremuta d’arancia. Restiamo così un po’, assorbendo le note in silenzio, applaudendo da lontano a conclusione di ogni pezzo. Fatichiamo a vederlo, nascosto dalle fronde del maestoso tiglio, e questo non fa che aggiungere un poco di magia, così ogni sera possiamo immaginare che si tratti di qualcun altro. Lo descriviamo poco dopo nella vasca da bagno, come ce lo siamo immaginati. Quando andiamo a letto, ancora sta consumando le ultime canzoni, che fanno da accompagnamento alla mia lettura. E allora si addormenta così, coi Tre Moschettieri e Summertime, con Babbo, Dumas ed Ella Fitzgerald.
Mi piacerebbe raccontarglielo, al jazzista, quanto è fortunato. A mettere mio figlio a letto insieme.

parole: 153

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Cuba Libre