Capitolo 10.7 (La Frontiera)

DESCAVES - (sfruttando una lunga pausa, febbrile) Un Cowboy… ma di chi stai parlando?
UN COWBOY - (lo fissa sgranando gli occhi, stupito che non ci sia ancora arrivato) Yasin Michel domani sparerà al Cancelliere durante il suo discorso in Parlamento.

Sulla piccola cucina cade un silenzio di tomba. Lucien e Maya respirano a stento. In lontananza le prime sirene del mattino strillano lungo la Schönhauser Allee a tutta velocità.

DESCAVES - Un Cowboy… (trema) puoi ripetere per favore chi ucciderà il Cancelliere?
UN COWBOY - (come se fosse ovvio) Yasin Michel.

Maya con un colpo violento scatta in piedi, scaraventando la sedia contro il muro. Punta i pugni sul tavolo e ruggisce in faccia al cowboy che, spaventato, si allontana da lei. Descaves inorridisce.

MAYA - (urla) Sei un bastardo! Un bastardo bugiardo! (sibila avvicinandosi al suo volto) Un bugiardo. Un pagliaccio. Il Commissario ha rischiato la carriera per te, ti ha offerto protezione, ti ha fatto entrare in casa sua. E per cosa? (poi a Lucien) E lei! Come ha potuto essere così sciocco… così stupido! Sì, stupido! Fidarsi di un mentecatto travestito da John Wayne. Un millantatore. Come ha potuto coinvolgere me? Io qui rischio il distintivo, io –
UN COWBOY - (la interrompe, freddo, ritrovando compostezza) Yasin Michel è un terrorista infiltrato dall’estrema destra tra le schiere dei socialdemocratici. (si alza in piedi) Cercheranno di far passare l’attentato per terrorismo islamico. Faranno passare Yasin per un radicalizzato. Lo vogliono sacrificare. E lo scopo ultimo non è nemmeno fermare le politiche progressiste sull’immigrazione. L’attentato garantirà una vittoria schiacciante alla Deutsche Wende. Per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale, un partito di estrema destra andrà al governo. Ma lo vogliono fare in grande stile: vogliono la maggioranza assoluta. Vogliono il plebiscito. Hanno spianato il terreno con l’autobomba. Era soltanto un antipasto. Sarà il caos. Entro un anno remigreranno donne, uomini e bambini non soltanto di prima di generazione (fissa Maya negli occhi), ma anche di seconda e di terza – gente che è nata qui, che ha frequentato le scuole in Germania, figli di tedeschi. La violenza sarà inevitabile e precipiterà il Paese in una guerra civile. (rivolgendosi a Lucien) A diciannove anni Yasin centrava un barattolo a cento metri di distanza con vento trasversale. Un Cowboy non può immaginare cosa abbia potuto diventare con anni di addestramento vero alle spalle. (di nuovo cala il silenzio sulla cucina)
MAYA - (torna a sedersi, trema, ha le lacrime agli occhi) I miei sono siriani. Michel rappresenta la speranza per un’intera generazione di miei concittadini.
UN COWBOY - Un Cowboy capisce.
MAYA - No. (decisa) No, un Cowboy non capisce. Un Cowboy vive in un mondo tutto suo. Frontiere, assalti alle diligenze, bestiame da marchiare. Un Cowboy vive in un film western. Un mondo che non esiste. Un Cowboy non ha idea di cosa voglia dire vivere nel mondo. In questo mondo. È il 2026, Cowboy. Siamo a Berlino, non nel Wisconsin. E io ne ho avuto abbastanza di te e delle ultime settantadue ore. Sono una piedipiatti siriana in una città di pazzi. Voglio solo addormentarmi stasera senza che mi venga tolto anche l’ultimo briciolo di speranza. Quindi, se non vi dispiace.

Maya si alza, si asciuga le lacrime con il dorso della manica, si allaccia la cintura della divisa con la pistola intorno alla vita, si infila sciarpa, giaccone e berretto. Descaves la guarda con tenerezza, vorrebbe fermarla, ma non trova la forza. Può forse biasimarla?
Quando Maya ha già la mano sulla maniglia della porta d’ingresso, il cowboy parla di nuovo.

UN COWBOY - Non tutto è perduto. (lo dice a Lucien e Maya, ma sembra rivolgersi anche a sé stesso, o a una platea più ampia) Il Cancelliere non deve morire e Yasin può rimanere il paladino della vostra comunità. Dovete solo permettere a Un Cowboy di incontrarlo.

Descaves e Maya si scambiano uno sguardo teso.

UN COWBOY - Vi prego. (un fuoco balena nei suoi occhi) Aiuterete Un Cowboy a entrare nel Reichstag?


(continua)
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Capitolo 10.6 (La Frontiera)