Capitolo 11.1
Armeggia con le chiavi nella toppa, tenendo l’astuccio di cartone con i caffè bollenti in equilibrio sulla punta delle dita. I cornetti che conserva nelle tasche del giaccone hanno inebriato tutte le scale. Maya gli va incontro per aiutarlo. “Omaggio della Konditorei Siebert!” annuncia Lucien, ma l’agente si porta un dito alle labbra intimandogli di fare piano e agitando una mano lo invita ad avvicinarsi alla porta della cucina.
Carlus, ancora in pigiama, i capelli scompigliati e gli occhi spremuti dal risveglio, scruta in silenzio il cowboy, la camicia di flanella arrotolata all’avambraccio, mentre mostra al bambino una serie di nodi con una corda spessa. Carlus è certo più rapito dall’uomo che dai nodi.
Devi passare la cavezza intorno alle orecchie, o gli blocchi l’arteria e si spaventa. Questo si chiama nodo di Tender. Vedi? Tiri qui e scorre, senza stringere la pelle. Tocca. E poi fai un Cow Hitch, all’altro capo, per fissare la bestia alla staccionata. Prova tu. (Carlus prova, ma non ne cava un ragno dal buco; il cowboy ride e gli scompiglia i capelli) Non ti preoccupare, imparerai. Un Cowboy te lo legge negli occhi: lì dentro brucia il fuoco di un frisone di razza! (Un Cowboy si toglie il cappello e lo mette in testa a Carlus, al quale cade fin sul naso; entrambi ridono)
(Entra nella cucina, raggiante ma teso) È arrivata la colazione! (scompiglia un poco i capelli al figlio e gli bacia il capo) Forza cowboy, che facciamo tardi.
Mentre i tre armeggiano con croissant e caffè latte preparando la tavola, ascoltano Maya parlare al telefono dalla camera da letto di Lucien. Smuove alcuni contatti di Descaves per ottenere i permessi d’accesso al Parlamento. Con la scusa delle straordinarie verifiche di sicurezza, spera di poter visitare l’aula prima della seduta. Ma i servizi le sbarrano la strada. Lei è un piedipiatti da marciapiede, mentre il nome di Descaves in queste ore è incandescente.
Per un attimo si sente soltanto Maya sbuffare, Descaves soffia sulla sua tazza mentre il cowboy e Carlus si danno da fare con marmellata e Nutella. Dalla finestra osserva la neve cadere fitta. “Quanto mai potrà andare avanti?” si chiede tra sé e sé.
Poi Maya attacca con un’altra chiamata. Questa volta è la segreteria della SPD. È un azzardo - il cowboy e Lucien si lanciano un’occhiata preoccupata. Maya si identifica e chiede di parlare con il deputato Yasin Michel. “Capisco, non si è presentato in aula da diverso tempo. Posso chiedere se sarà presente alla seduta oggi? Non lo sapete. Grazie lo stesso, Buon lavoro.”
Un attimo più tardi l’agente Darwish compare sulla porta e sorride pensierosa a Carlus, che è alle prese con la colazione senza mai staccare gli occhi di dosso dal cowboy per un momento.
MAYA - Che poi stavo pensando. Ma come ci vogliamo andare al Reichstag senza dare nell’occhio?
(continua)
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