Capitolo 5.3

Il commissario Descaves ancora non si capacita di quanto possa essere lunga questa giornata, mentre varca nuovamente le soglie del palazzo di mattoni in Hadlichstraße - questa volta con Carlus imbacuccato per mano. 
Rispetto a qualche ora prima, l’atmosfera nel commissariato è del tutto mutata. Ogni forma di cortesia viene ora evitata con cura e gli ampi spazi risuonano di ordini strozzati e di telefonate al vetriolo. Se nella mattinata qualcuno trovava ancora di che sghignazzare guardando video e meme di cowboy su TikTok, ora gli sguardi sono severi e le mascelle tese. 
Avrebbe almeno sperato, Descaves, che in questo nuovo scenario la presenza di un bambino di tre anni potesse passare quanto più inosservata (infondo suo figlio manco parla), ma si sbagliava. Dal momento in cui lui e Carlus superano il desk dell'accettazione, ogni sguardo sembra riservato a loro. Sono occhiate furtive, ma limpide; dicono: “Ti sembra il momento?” Pur non desiderandolo, Lucien indossa espressioni di scuse che, puntualmente, non vengono accolte, né ricambiate con comprensione. E questo lo manda silenziosamente su tutte le furie.
Infine compaiono i suoi salvatori: Emre e Maya si lanciano al loro inseguimento fin dentro l’ufficio, che si sigillano alle spalle con inusitato sollievo, come se la tormenta di neve li avesse seguiti fin dentro i corridoi del commissariato. 

Descaves non può che emozionarsi di fronte all’estrema cortesia che i due agenti rivolgono a suo figlio. Nonostante si tratti dei suoi più stretti collaboratori, nessuno dei due aveva avuto prima d’ora l'opportunità di trattenersi con Carlus, cercando Descaves da sempre di tenere lavoro e vita privata rigorosamente separati. Non è neppure certo che siano al corrente della sua separazione da Lea. 
Il commissario appoggia la pesante tracolla sulla scrivania e ne estrae un thermos con del tè caldo e un tupperware con la cena di Carlus. Mentre abbozza un’apparecchiatura davanti al computer, Maya sfila giacca e copripantaloni al bimbo, facendogli mille complimenti per il suo taglio di capelli, mentre Emre - dall’alto di chissà quale esperienza personale e senza che ci fosse bisogno di chiedere - accede al suo account Disney Plus alla ricerca di qualche cartone.

La spada nella roccia?
Io lo guardavo.
Ma non è per bimbi più grandi? Io con Maga Magò me la facevo sotto.
Commissario, se fosse cresciuto nel mio quartiere non le avrebbe fatto paura Maga Magò.
Ricevuto. Speriamo crolli prima. 
(a Carlus) Choupinou, io sono qui nei paraggi, tu mangia e guarda il cartone tranquillo. Se c’è qualcosa che ti spaventa mi chiami? (Carlus annuisce con la bocca già piena di frittata di zucchine. Descaves sorride, accompagna gli agenti fuori dalla porta, dove si appartano con fare cospiratorio).
Grazie. Davvero. (i due fanno un cenno di intesa, poi il volto di Descaves si fa di nuovo serio) E adesso ditemi: cosa cazzo sta succedendo.

(continua)
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