Capitolo 5.4
DARWISH - Questo per quanto riguarda l’autobomba.
DESCAVES - Altro?
Stiamo preparando un comunicato stampa. Tagesblatt e Spiegel hanno chiesto una dichiarazione circa una connessione tra il cowboy e l’attentato. Potrebbe essere utile qualche parola da parte sua.
(grugnisce) Non vedo l’ora. (riflette) Ma abbiamo Krüger. Un passo falso e potrebbe aprirci qualche porta.
YILMAZ - Ecco, commissario. A proposito.
Cosa. Per l’amor di dio non ditemi che –
Lo abbiamo perso. Intorno alle 15 è stato dimesso dal Charité. Una pattuglia in borghese lo ha seguito fino al suo appartamento. Non avendo ancora ricevuto un decreto di autorizzazione per intercettarlo, avevamo posizionato delle cimici nella porta d’ingresso. Gli agenti non lo hanno mai sentito accedere all’appartamento. Quando sono andati a suonare, l’abitazione sembrava deserta. Non abbiamo idea di dove si trovi al momento.
Cristo. (lancia un’occhiata attraverso la porta socchiusa: Carlus guarda i cartoni con la testa appoggiata sulle braccia) Altre notizie eccezionali?
DARWISH - È comparso Wolff al notiziario delle 20, direttamente dal luogo dell’attentato. Sembra intenzionato a metterci la faccia in prima persona. Siamo stati allertati che sta venendo qui in commissariato.
Quando, ora?
Sì, commissario. E ha chiesto di lei. Non siamo riusciti a prendere tempo. In serata la Deutsche Wende ha organizzato una fiaccolata. Si uniranno altri gruppi di estrema destra. Wolff ha detto che vuole seguire le operazioni dai nostri uffici.
Ci mancava la fiaccolata. Quante camionette abbiamo lungo il tragitto? Fatemi avere una mappa col percorso e l’ordine del prefetto.
Certamente commissario. Le serve –
In quel momento si sente una porta sbattere e cala il silenzio su tutto il secondo piano del commissariato. Con lo sguardo più incazzato di cui disponga, Kurt Wolff fa irruzione in Hadlichstraße 16. Preceduto dalla sua enorme pancia e dagli spessi mustacchi a manubrio, quello che fu il più giovane (e temuto) tra i consiglieri del Segretario Honecker, quando entra in una stanza non manca di farsi notare.
Descaves! (lo sente tuonare da lontano, prima ancora di essere riuscito a individuarlo)
Eccolo. Per favore, rimanete nei paraggi di Carlus. (Descaves rientra al volo nel suo studio, dove bacia velocemente i capelli del figlio) Choupinou, sono nell’altra stanza. Torno tra poco.
(continua)
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