Capitolo 8.1
Sveglia. (tira una pedata alla gamba del tavolo)
(si desta spaventato) Sceriffo.
Ora piantiamola con queste stronzate, ti prego. Sono stato rispettoso e gentile. Ma non posso fingere che tu non ci stia prendendo in giro. Io voglio crederti, ma la polizia non può prenderti sul serio se non cambiamo subito registro. Ho bisogno di sapere chi sei. Ho bisogno di qualcosa di tangibile o non potrò far niente né per aiutarti né per sventare alcun “botto”. Sei a un passo dalla galera, lo capisci?
(Un Cowboy pensa a lungo, riempiendo la stanza di un penoso silenzio) Un cowboy capisce, sceriffo. L’apparenza può stupire. Ma Un Cowboy non ha un nome. E Un Cowboy ha le prove per dimostrare quello che dice. Ma deve andare con lo sceriffo. Solo loro due.
(sbatte i pugni sul tavolo con forza) Ma dove? E perché?
La frontiera ha i suoi codici. I suoi codici. E Un Cowboy si fida dello sceriffo. (pausa) Lo sceriffo si fida di Un Cowboy? (di nuovo quel tono innocente da bambino)
Mi fido. (stupendosi della sua stessa voce) Mi fido. Ma mi devi dare qualcosa. E in fretta.
Deve prima liberare Un Cowboy.
(risoluto) Non posso. (ora la tensione è palpabile, i due si fissano con un ché di disperato, quasi una supplica silenziosa) Qualcosa, un cowboy. Qualsiasi cosa.
(Il cowboy sorride. Si scosta il poncho, allunga la mano verso la tasca della spessa camicia di flanella. Ne estrae un elegante orologio da taschino d’epoca; lo fa scattare.) Sulla ZDF sta per cominciare Heute.
La ZDF? (segue la linea dello sguardo del cowboy)
Descaves si volta verso il grosso televisore spento alle proprie spalle, trova il telecomando appoggiato sul mobile all’ingresso della sala e comincia a schiacciare ansiosamente i tasti. Lo schermo si illumina e si sposta rapido da un canale all’altro, fin quando in basso a destra non compare il logo arancione della ZDF. La pubblicità scorre con oscena lentezza mentre i due uomini si sorbiscono due minuti abbondanti di promozioni di dentifrici e assicurazioni. Poi, finalmente, la sigla del telegiornale. Descaves ha il cuore in gola.
Buonasera. La cronaca. Ancora nessuna pista al momento, sull’ordigno che nel tardo pomeriggio di ieri è detonato a Berlino. La polizia ancora non ha rilasciato dichiarazioni, mentre nella notte, durante la fiaccolata spontanea dei movimenti di estrema destra, è esplosa la rabbia dei manifestanti. Il servizio.
Scortata da due file di poliziotti, una folla imponente marcia per il centro della città, i volti livorosi e orripilanti illuminati dalle fiamme concitate delle fiaccole. I cori sono carichi di odio e di minaccia. Parole che echeggiano da un tempo lontano: “Heimat, Freiheit, Tradition! Heimatliebe ist kein Verbrechen!” e “Wer Deutschland nicht liebt, soll Deutschland verlassen” e "Europa, Jugend, Reconquista". Poi i brevi interventi dei leader nazionali della Deutsche Wende: “E noi saremmo quelli dell’odio? Eccoli i cattivi maestri! Eccola la loro idea di democrazia. Ma non staremo a guardare! Non ci faranno tacere con la loro violenza.” Il servizio finisce. Compare di nuovo il presentatore di Heute.
Politica interna. Il Cancelliere ha annunciato nella tarda mattinata una seduta straordinaria del Bundestag per domani, venerdì, alle 12. Come in molti osservatori avevano preannunciato, durante la plenaria il capo del governo presenterà il provvedimento con cui, a fronte dell’ultimo conflitto in Medio Oriente, la Germania - in accordo con i partner europei - si impegna ad accogliere un milione di nuovi profughi dall’Iran e dal Libano nei prossimi mesi. Insorgono le opposizioni.
Viene lanciato il servizio, ma Descaves a questo punto non lo sente più. Un sibilo gli perfora le orecchie, mentre con sguardo vitreo lascia che le immagini gli scivolino sul volto. Il respiro adesso gli si affatica in petto. Con il pollice preme un tasto del telecomando e lo schermo del televisore torna nero e muto. Descaves si volta verso il cowboy, che lo fissa serio.
Il Cancelliere.
(l’uomo continua a piantargli gli occhi in faccia, poi solleva le mani dal tavolo e allunga i polsi ammanettati verso Descaves) Lo sceriffo si fida di Un Cowboy?
In quel momento si apre la porta della sala interrogatori. Entrambi si voltano di scatto verso la Darwish, che fa capolino con espressione grave.
Commissario. Una telefonata per lei.
(indignato) Non ora, agente!
Commissario, mi scusi, ma è urgente.
(sbotta) Agente, le ho detto non-ora!
(la Darwish sussulta brevemente, ma si spinge comunque nella sala e raggiunge il commissario, dove gli sussurra all’orecchio) Commissario, si tratta di suo figlio.
(continua)
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