Capitolo 9.2
Finalmente in strada, Descaves consulta il cellulare. Otto chiamate senza risposta, tutte da Kurt Wolff. Descaves accelera il passo, prende un lungo gelido fiato mentre i fiocchi di neve gli scivolano addosso.
Pronto.
Con calma, Descaves. Faccia pure coi suoi tempi.
Herr Woff –
Alle 19 ho avuto l’incontro con il Ministro. Mi ha chiesto a che punto fossimo, ho dovuto improvvisare. Come ho dovuto improvvisare la conferenza stampa, dove sono stato fatto a pezzi dalla stampa nazionale e internazionale. Ho provato a chiamarla, ma nessuno rispondeva. Un commissario di polizia. Nel momento in cui il corpo e la città più avevano bisogno di lui. Stava facendo smart working, commissario? Stava gestendo il suo work-life balance? Spero che i ritmi di lavoro siano di suo gradimento. Ho chiesto ai suoi colleghi dove fosse, si sono dimostrati fedeli abbastanza da dirmi che non lo sapevano. Ma io, Descaves, me ne fotto di dove fosse. Me. Ne. Fotto. E già questo sarebbe bastato a costarle il posto. Ma le notizie vanno avanti, perché poco fa sono stato informato di altri due fatti gravissimi avvenuti in sua assenza. Mentre lei gestiva le sue beghe private. Sven Krüger è stato trovato morto nel suo appartamento. Potrebbe trattarsi di suicidio, ma poi chissà: ci vorrebbe uno stracazzo di commissario sul posto per indagare! E Tabea Weiss? Quella che stamattina è stata ritrovata appesa come un salame al memoriale sovietico. Mai interrogata. Un’ora fa è sparita dal Charité. Che dire, commissario, la sua gestione del caso nelle ultime quarantotto ore non è stata in grado di produrre, non dico una pista di indagine, ma il minimo rispetto del protocollo che ci si attenderebbe da una merda di matricola! (riprende fiato) Il caso passa con effetto immediato a Rüdiger Klemm. Lei invece è destituito a tempo indeterminato per inadempienza. Mi sono premurato di inserire or ora un report che le imponga la condotta disonorevole. Quantomeno non troverà un altro posto entro i confini della Repubblica Federale. Non in questa vita. L’avevo avvertita, Descaves. Badge, arma e distintivo sulla scrivania entro la prima mattinata. Si goda le ferie. E vada a fare in culo. (la linea si interrompe)
Descaves infila il telefono nella giacca. L’arrivo della S-Bahn viene annunciato da colpo d’aria ghiacciato, i vetri scorrono completamente cristallizzati. Lucien, per la prima volta in diciassette anni, muove un primo passo da civile nel mondo. Ed è il più leggero che abbia mai fatto sin da allora.
(continua)
parole: 408