Come volevasi dimostrare
Non è giusto, non dovrebbe. Ma non posso fare a meno di notare che la sua timidezza mi mette a disagio. È un bimbo pauroso, timido, spesso introverso. E se è vero che negli ultimi mesi qualche passo avanti lo ha pur fatto, è anche vero che continua a rimanere pauroso, timido e introverso. Mi ha colpito soprattutto oggi, a una rappresentazione di teatro partecipato per bimbi, quando è stato l’unico a non staccarsi mai da me e a rifiutarsi categoricamente di andare con gli altri bambini sul palco. Che è normale, voglio dire - ci può stare. Non è indice di nessun deficit o mancanza: è un bambino estremamente sensibile e intelligente, a tre anni parla fluentemente tre lingue e cognitivamente dà una una pista ai suoi coetanei. Il problema non è suo, mi rendo conto, ma mio. Il problema di un genitore che affretta risposte che non meritano fretta ma, anzi, pazienza. Poi non glielo mostro, ma il cruccio - per quanto cerchi di scacciarlo - c’è ed è latente: sono stato attore per molti anni e presto ho cominciato a educarlo alla teatralità (inteso come giochi di ruolo, interpretazione delle parti, apertura verso la fisicità) e nonostante questo, oggi il mio bimbo è proprio quello che rifiuta ogni teatralità. E mi maledico ogni volta che quella sensazione di disagio affiora, cerco di scacciarla immediatamente, ma poi so che c’è e posso soltanto concentrarmi sul mascherarla. Perché poi il dubbio amletico è: sarà mica che è pauroso, timido, introverso, proprio perché ha un padre che - in qualche modo, subliminale e sottile - tiene tanto in osservazione la sua espansività? Proprio per il mio essere stato attore (e dunque, per esserlo sotto molti aspetti ancora nel carattere) mio figlio ha sviluppato un’introspezione che forse non gli sarebbe appartenuta? Come posso impedirmi di desiderare che sia socievole come altri bimbi, estroverso come altri bimbi, proattivo come altri bimbi? Infondo lo sapevo già, è una delle regole auree della genitorialità: “Non desiderare mai un accidente, perché tanto diventerà l’esatto opposto di quello che ti aspetti.” Come volevasi dimostrare. Che poi mica desidero che diventi attore - anzi! Però è davvero difficile non riflettere certe tendenze caratteriali sul proprio operato di genitore. Maledetta fretta. Vai Oliver, sei fantastico così come sei!
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