Dentisti a Davos

Provo a fare un punto su questa edizione del World Economic Forum. Ma la prendo un pelo da lontano.
Dunque, ditemi se ho capito bene.

Quando noi scendevamo in piazza per l’assassinio della Politovskaya e denunciavamo le violazioni dei diritti umani in Russia, voi invitavate Putin in Costa Smeralda a cantare O Sole Mio. Per noi c’erano manganelli nei denti.

Quando manifestavamo per denunciare il lento genocidio del popolo palestinese, noi eravamo facinorosi ragazzini esagitati, voi i compassati diplomatici del “in Medio Oriente è tutto più complesso di come sembra.” Ed erano manganelli nei denti.

Quando denunciavamo le sistematiche violazioni del diritto internazionale da parte degli Stati Uniti, che invadevano Paesi con la scusa del terrorismo per rapinarne le risorse naturali, noi eravamo anti-atlantisti che non capivano la geopolitica. E quante manganellate nei denti.

(Ma anche episodi più circoscritti: Quando protestavamo contro l’espansione indiscriminata delle loro basi militari sul nostro territorio nazionale? Certo. Dritte nei denti)

Quando sostenevamo che la globalizzazione si fonda su un sistema ingiusto e violento di estorsione di mano d’opera ai danni del Terzo Mondo, costruendo un sistema di interdipendenza rischiosissimo per la stabilità delle economie globali, non solo ci avete dato una valanga di manganellate nei denti, ma avete anche sparato.

Quando rifiutavamo la narrazione idiota e miope per la quale “gli Stati Uniti sono la più grande democrazia del mondo”, voi ci dicevate che non conoscevamo la Storia e che avremmo dovuto ripassare la Seconda Guerra Mondiale. Nel dubbio, intanto, erano manganelli nei denti.

Potrei andare avanti, ma non ho più denti.

Stacco. 2026, Davos, Svizzera.
Le manganellate ora ve le date a vicenda?

parole: 265

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