Due spicci
Poco da dire. Si riconferma Zerocalcare la vera voce della mia generazione. L’unico davvero in grado non soltanto di interpretare, ma di restituire i temi fondanti del disagio alla base del tempo che stiamo vivendo. Ma gliene viene anche reso merito. Da parte dei lettori e dalla parte della critica. Soltanto la destra - comprensibilmente - non lo sopporta. E proprio per questo, sebbene mi piacerebbe sprecarmi in analisi episodio per episodio, so anche che Zerocalcare è già iper commentato e che poco o nulla potrei aggiungere io.
Tutto è realistico perché in qualche modo Zerocalcare sfrutta - narrativamente - l’onda lunga dell’auto fiction di Carrére. Se mai un suo romanzo dovesse venire trasposto in graphic novel, allora solamente Zerocalcare possederebbe l’onestà intellettuale, mista a una visionarietà senza pari, per interpretare quell’equilibrio tra realtà e finzione.
Bravo Zero, anche questa è andata a segno.
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