Sua altezza

La città di Vigevano si trova in provincia di Pavia. Se tracciassimo una linea retta a partire dal cartello che indica l’inizio del centro abitato a un capo della città fino a quello opposto, Vigevano misurerebbe nove chilometri scarsi. In gergo parliamo dell’estensione specifica dell’asse urbano. Ottomila metri e qualcosa. Bene. Se - per ipotesi - scollassimo la città dal terreno (ovviamente allontanando prima i vigevanesi, o come si chiamano), come una crosta, e sollevassimo Vigevano su un lato fino a raggiungere un’inclinazione perfetta di novanta gradi, allora potremmo dire con certezza che Vigevano, inclinata, sia più alta di Everest e K2.
Di più: potremmo asserire con determinazione che l’estremità più alta (chessò - l’agriturismo di Carlo e Nadia che si trova in prossimità dell’uscita a sud-est della statale 494) sia la vetta più alta del mondo. Meraviglioso, no? Il sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa (in quota Lega e al suo secondo mandato), a questo punto potrebbe convocare una conferenza stampa e annunciare con malcelato orgoglio alla nazione e al mondo che Vigevano ha finalmente superato in altezza le irraggiungibili vette dell’Himalaya. Pensa che colpo per il turismo!

Può mai sembrare un ragionamento assurdo? Manco troppo. Specialmente se si considera che il Presidente degli Stati Uniti - che di Vigevano non è - si è presentato nello Studio Ovale, di fronte a giornalisti e fotografi, esibendo un cartello che segue la stessa linea (il)logica. Presentando cioè la vasca del Lincoln Memorial a Washington (620 metri) come “più alta” di World Trade Centre, Empire State Building e Sears Tower. Titolo del cartello: “La nostra piscina è più alta dei grattacieli”.
Per di più senza un nesso con il tema della discussione, non essendo stato lui a costruire la vasca (che è del 1923), ma la sua amministrazione ad avviarne la contestatissima ristrutturazione (della quale peraltro ci importa una pippa).

Questa sera mio figlio torna con sua madre dalle vacanze. Non vedo l’ora che sia domani per riabbracciarlo, mangiarci un gelato e chiedergli se secondo lui - dall’alto dei suoi tre anni e mezzo - si possano mettere sullo stesso piano un oggetto orizzontale e uno verticale, paragonandone lunghezza e altezza. Tipo: “Amore di babbo, secondo te, se ti sdrai per terra, diventi un bambino bassissimo o una formica lunghissima?” Oppure “La scia di bava che lasci sul cuscino durante il pisolino è più profonda del Grand Canyon? Il tuo trenino della Brio, messo in verticale, diventa una torre di controllo per gli UFO?”

Giusto per capire se possiamo puntare alla Presidenza degli Stati Uniti o mirare al ribasso. O in alto. Ecco, ora mi sono confuso. Intanto prenoto una notte in rifugio a Vigevano per quest’estate.

parole: 445

Avanti
Avanti

Il Prodigio