Esperto di Noi

É una sensazione strana, quella di venire riconosciuto “esperto” del proprio Paese. Di venire ascoltato come unico custode di verità territoriali che posso elargire con assenza contraddittorio. Mi rendo sempre conto di che fortuna sia, essere italiano. Siamo così amati. Guardati anche con curiosità e, in misura, con una certa - comprensibile - diffidenza, ma pur sempre aspirazionale. Vorrebbero possedere una parte di noi e delle nostre caratteristiche, ma sanno che non sarà possibile. E quella vena di disappunto fende sottilmente i miei racconti. Questi scintillano di un orgoglio raro, che soltanto in pochi, come noi, posso davvero permettersi. Che infondo poi, fuor di retorica, il nostro popolo brilli di meriti che non gli appartengono - dal paesaggio a una cultura millenaria - poco importa: la luce che emaniamo si nutre di una narrazione con tutta evidenza inestinguibile. La simpatia per il Paese (dal greco antico sympatheia, composto da syn (con, insieme) e pathos (sentimento, affezione o sofferenza) è tramandata e coltivata a prescindere da chi la abita. Nonostante chi la abita. Per fortuna.

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La soglia dello stupore

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Tre Sorelle