Farà bene

Abbiamo dovuto attendere il 2026 per vedere una donna seduta sulla panchina di una squadra ai vertici del calcio europeo. Una donna che ha orbitato intorno al ruolo a lungo abbastanza da rendere la scelta ovvia e indispensabile. Farà bene? Lo vedremo, ma intanto il segnale è epocale.

La nomina di Marie-Louise Eta come nuova allenatrice (ad interim, per ora) dell'Union Berlin segna davvero una svolta storica che rieccheggia fino al cuore del nostro sistema ancora medievale. La trentaquattrenne tedesca, già assistente a Berlino nel 2023, ha convinto la dirigenza grazie al suo solido percorso formativo e all'esperienza maturata nella gestione delle giovanili del club e del settore femminile. La sua profonda conoscenza dell'ambiente e il lavoro svolto nel club sono stati decisivi per la decisione, operata d'urgenza dopo l'esonero di Steffen Baumgart per traghettare la squadra verso la salvezza. Salta il soffitto di cristallo nel calcio maschile d'élite: viene premiata la competenza tecnica a prescindere dal genere.

Farà bene. Magari non la Eta sul campo, ma farà bene al sistema guardare avanti. Una ventata di freschezza in un gioco fermo, arroccato su se stesso e sulle sue logiche maschili. In Italia da anni si parla di portare più donne allo stadio. In Germania, da oggi, le donne siedono in panchina. E non serve spiegare perché, nelle condizioni del calcio italiano, si tratta di una scelta da tenere a mente, taccuino in mano.
Io intanto compro due biglietti per la prossima partita in casa. Uno per me e uno per lui, che queste cose - si spera - un giorno le darà per scontate. Si spera.

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