Hai voluto i cristiani

Dal punto di vista di un mangiapreti, la tentazione di legittimare quello che sta facendo Trump in queste ore è quasi irresistibile. Perché in apparenza l’idiota sembrerebbe ingiungere al Papa di farsi i fatti suoi, di occuparsi della salvezza delle anime e di non ingerire nei fatti politici. Che è un po’ quello che ogni mangiaprete si augura. Ma è un glitch.

Perché se Trump si fosse da sempre erto a strenuo difensore del pensiero laico, allora sarebbe semplice oggi concordare con lui, che alle parole del santo padre non c’è da dare peso alcuno o, addirittura, di intimargli un religioso silenzio sulla politica domestica e internazionale.
A Trump invece è tornato molto comodo in campagna elettorale, vaneggiare di dio e dei vangeli per accaparrarsi le simpatie di quell’ampia frangia di conservatori che abbinano il secondo emendamento al verbo di cristo. Gli è tornato comodo circondarsi di invasati che vedono in lui il redentore risorto. Ha sfruttato la credulità di un popolo dal quoziente intellettivo di una noce moscata per fargli credere di essere il messia del nuovo ordine mondiale. Ha pontificato con vagonate di tweet a ogni ora del giorno e della notte su quanto dio sia con lui e con il suo popolo di involuti.

Li hai voluti, i cristiani? Eccoteli. E ora ti becchi anche il vicario di cristo incazzato come una biscia. Tuo conterraneo per giunta, così dovresti anche capire bene quando ti dà del pirla.
Ma soprattutto: per quanto potremo ancora continuare a occuparci quotidianamente di queste scemenze? Non bastava il Papa. Ci voleva il bisticcio tra il Papa e Donald Trump. Che tra tutti e due, vien da scegliere gli ayatollah.

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Farà bene