Il buon cartone

La cura che viene messa nel pensare e poi nel realizzare un cartone per bambini tanto piccoli meriterebbe uno studio a parte. Dalla scelta dello stile filmico, le sue linee, la velocità, prima ancora del soggetto e dei dialoghi. Poi il modo in cui la struttura in tre atti viene sublimata con apparente semplicità, ma al contempo deve necessariamente trovare un ritmo che sposi la capacità di concentrazione di un bambino di tre anni. Infine l’intreccio, la caratterizzazione, le ambientazioni. Tutto deve rispettare un delicatissimo equilibrio tra la psicologia infantile e le logiche di intrattenimento; perché del resto ci troviamo per entrambe le discipline nel duemilaventisei. Davvero un esercizio niente male se fatto con criterio, per un tempo in cui troppi bambini vengono sbolognati con eccessiva semplicità di fronte ad uno schermo per sfangare la serata. L’intrattenimento ha le sue scorciatoie e oggi sembrano tutte sdoganate; scegliere di ignorarle è un atto di coraggio, oltre che una presa di posizione etica.

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