Integrità, plop.

Integrità. Ho cercato questa parola a lungo, o così mi é sembrato, fino a quando mi é apparsa. Come una bolla d’ossigeno si é fatta largo dall’opprimente nulla del lessico quotidiano, ed é esplosa in superficie con un patetico quanto eroico plop
L’essere integro, intatto; lo stato di qualcosa che possiede tutte le sue parti, che conserva intatta la propria natura. Il senso morale, l’essere integro, onesto. Plop.
Nonostante la pulizia, l’estremo riordino, la polvere degli anni, ho ritrovato una macchia ostinata al centro delle cose. Un segno infetto quanto la più tenace delle muffe e che condanna il condominio del mio cuore ad un restauro cronico e, inappellabilmente, terminale. 
Frammenti, schegge, cocci di vita, di idee, di sogni; dove tutto è frazione disconnessa, l’integrità è vaccino e redenzione. Nessuno osa più parlare di integrità in un presente parcellizzato. Io invece voglio ripartire da qui: dall’integrità, dal rimettere insieme i frammenti, come cocci giapponesi, e rammendarli con l’oro. Integra la mente, integri i sogni, integre le idee, integra una visione di futuro, di società, di identità condivisa.
“Non ti disunire”, come diceva quel tale; no - rimani intero, resta intatto, sii integro. Verso te stesso, verso il mondo. Plop.

parole: 199

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