La mosca

Cardini non viene mai mostrato. In qualche strano modo è un MacGuffin misterioso che guida la narrazione nel film di Luchetti. Perché Cardini non c’è, eppure compare in progressione attraverso tutta la pellicola fino a incarnarne, infine, il punto di vista dell’azione discendente. E la lettura complessiva de La Scuola passa proprio attraverso l’interpretazione della mosca di Cardini. Perché Cardini “fa la mosca”, vale a dire ronza, si appiccica ai muri, sbatte contro le finestre, disturba, osserva. E i professori qui si dividono: o Cardini è un coglione, oppure sta cercando di dirci qualcosa. A esaltare il valore della mosca è proprio Vivaldi, il professore interpretato da Silvio Orlando, che conoscendo il difficile background familiare del ragazzo, cerca di interpretarne il comportamento eccentrico come una ricerca di attenzione, una fuga dalla realtà, un desiderio di libertà. “Come fa la mosca Cardini, non la fa nessuno!” Ma è una lotta contro i mulini a vento: il sistema scolastico italiano non ha né il tempo, né gli strumenti e, in definitiva, nemmeno la volontà di guardare Cardini, di vedere Cardini e di capire quel fastidioso ronzio che turba la quiete delle lezioni.

È interessante anche notare come la mosca - l'insetto - trovi uno spazio nel lessico cinematografico. La fly-on-the-wall è una tecnica narrativa propria dei documentari e indica una ripresa degli eventi in cui l'osservatore non venga percepito dai soggetti filmati. Sebbene La Scuola non sia un documentario, né in alcun momento ne ricalchi lo stile, Cardini - proprio in virtù della sua invisibilità - incarna un’assenza di sguardo, oltre che di sguardo nascosto. Cardini vede, ma non viene visto. Ed è attraverso di lui che si compie la tesi autoriale.
Lo studente più visibile infatti è Astariti. Lui lo vedono bene tutti, sempre in prima fila, sempre la mano alzata, sempre le risposte corrette. Ma, dice il Professor Vivaldi durante gli scrutini di fine anno:
“Astariti non è bravo. Astariti è un primo della classe. Astariti non ha i capelli tagliati alla mohicana, non si veste come il figlio di uno spacciatore, non si mette le scarpe del fratello che puzzano. Astariti è pulito, perfetto. Interrogato si dispone al lato della cattedra, senza libri, senza appunti, senza imbrogli. Ripete la lezione senza pause, tutto quello che mi è uscito di bocca, il fedele rispecchiamento di un anno di lavoro. Alla fine gli metto otto, ma vorrei tagliarmi la gola! Perché Astariti è la dimostrazione evidente che la scuola italiana funziona solo con chi non ne ha bisogno.”

La Scuola è un film semplice soltanto in apparenza. Il suo racconto rieccheggia ancora trent’anni più tardi come se fosse stato realizzato oggi stesso, perché è stato in grado di mettere testa e cuore su un tema che in Italia si vuole ignorare a tutti i costi. Il monolite: l’Istruzione. Che continua imperterrita a premiare gli Astariti e a nasconde furtivamente i Cardini sotto il tappeto. Ma la mosca impalpabile vola libera, leggera sopra le cose. Il mondo è suo. Perché come scriveva Calvino nelle Lezioni Americane:
“Leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto.” Come la mosca di Cardini.

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