La Salis non va bene
La sinistra italiana come sempre si comporta da adolescente in preda agli ormoni. Vive di amori travolgenti e fugaci. Quando i più improbabili, quando i più scontati. Perché come ogni adolescente, infondo non sa cosa vuole. Ma soprattutto non sa cosa è meglio per lei, perché non è mai diventata grande.
Oggi tocca alla sindaca di Genova. Che va bene come sindaca di Genova, niente più. Basta un volto vagamente presentabile e già siamo pronti a schierarla sullo scacchiere internazionale in piena crisi geopolitica.
Perché noi siamo così, impulsivi. Ci piace: la candidiamo. Sperimentiamo. Come se non avessimo nulla da perdere. E invece abbiamo tutto da perdere.
Di fronte alla più grande volpe della storia politica recente, uno squalo comunicativo senza scrupoli, di fronte a una che ha masticato piazze da quando era in fasce, alla sinistra italiana non è bastata la debacle della Schlein, averla vista schiacciata in un angolo per anni. No, ora vogliamo mandare al macello una persona sicuramente di principi, sicuramente seria, sicuramente in gamba, ma che tuttalpiù si presterebbe a un ministero per lo sport (senza portafoglio) in un governo Letta qualsiasi.
E via subito di congetture, accordi, intrallazzi.
Perché a uno verrebbe da pensare che la sinistra italiana, più di ogni altra, sa quanto la politica sia una cosa seria. Ma non è così. Ci piace cincischiare, sempre, e in definitiva: ci piace perdere. Ci piace sollevare polemiche dai banchi dell’opposizione, protestare - e ci riesce pure bene (alle volte). Ma di governare non se ne parla neppure.
La Salis non va bene. La Salis non può tenere testa a Putin o a Trump. Non può tenere testa nemmeno alla Le Pen, che arriva - perché arriva. La Salis è una scelta per tempi di vacche grasse, per un’Europa coesa, per un’Italia economicamente e socialmente solida.
Per l’amore del cielo fermiamo l’ingranaggio, lasciamola amministrare Genova, che mi sembra già un compito più che arduo.
Siamo sessanta milioni di scimuniti, ce ne sarà una (o uno, come vi pare), una sola figura valida che abbia voglia di spappolarsi il fegato per il bene comune, ma - santiddio - con una base solida alle spalle di esperienza e di formazione politica vera?
La Salis teniamocela buona per tempi migliori, una volta che si sarà misurata - per davvero - sul martoriato territorio ligure. Poi ne riparliamo.
Ma fino ad allora l’unica figura che servirebbe a questa sinistra - e andrebbe pagata a peso d’oro - è un talent scout, attivo in un casting perenne, città per città, sezione per sezione, porta per porta. A costo di farci la muffa. Una persona con un’idea vera di Paese, con un’idea vera di futuro.
Altrimenti continueremo a campare di mezza legislatura in mezza legislatura brancolando in preda alle sbandate. Che, tocca dirlo, cominciano a risultare grottesche. Perché sebbene si comporti da ragazzina, questa sinistra è una vecchia carampana. E non c’é niente di più imbarazzante di una vecchia carampana che gioca a fare l’adolescente.
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