Le cose non dette
Bisognerebbe leggere il libro, ma non lo farò. Anche se “Le cose non dette” avrebbe potuto essere molto peggiore di come in realtà è. Sono cose che si sentono tra una scena e l’altra. Muccino è un cecchino a fare film banali, ma in questa trasposizione si respira qualcosa di diverso. Certo, Accorsi non aiuta. Miriam Leone non aiuta. Ma l’impianto drammatico non è male e l’intreccio nemmeno. È un po’ quella roba delle lì delle corna e della crisi di mezza età, ma in apparenza con uno spessore diverso. Sarà che davvero si sente che non origina da sceneggiatori e produttori italiani.
Ma rimane un filmetto. Di quelli che non si capisce come gli sia uscita “La ricerca della felicità”, a quello lì. Ma tant’è. Almeno non desidero di poterlo eliminare dalla mia memoria. Nè rimpiango di non aver imparato a giocare a ramino nello stesso lasso di tempo.
Però rimane un film superfluo. Un ennesimo prodotto che va a rinfoltire le schiere di drammi amorosi all’italiana e che già tra un paio di anni non distingueremo l’uno dall’altro. Chissà se qualcuno si darà mai la pena di metterci la testa su sto genere, prima o poi. Ma siamo lontani. Lontani anni luce.
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