Le tartarughe

Culturalmente sono portato a vedere due persone invecchiare insieme e trovarlo automaticamente meraviglioso. È una narrazione inculcata nel tempo, quella per la quale vedere due anziani insieme dopo decenni di unione sia una cosa stupenda a prescindere. A prescindere dalla qualità del tempo che hanno trascorso insieme, cioè. Due anziani che si tengono la mano, in silenzio per strada: stupendo. Senza sapere assolutamente niente di loro, ce lo insegnano: stupendo. Perché sì, deve essere confortante sapere che esiste una dimensione in cui si può trascorrere un’esistenza insieme senza dover chiedere nient’altro alla vita.
È una generazione, quella che oggi è anziana, che è stata formata al pudore (e, al contempo, è all’ipocrisia nel voler salvare le apparenze). Per cui in casa ci si poteva scannare (o ignorare), ma fuori era necessario mostrarsi come una coppia serena.

Per questo oggi mi ha stupito assistere a una scena rarissima: una coppia di anziani (sugli ottanta e passa anni) che litiga per strada.
“Ma ho fatto qualcosa che ti ha infastidito?”
“No, per dio! Dai cammina!”
“No, adesso mi dici cosa ti ho fatto!”
“Dio quanto rompi!”

Forte, con urla e tutto il resto. Proprio come una giovane coppia. In cui i ruoli non sono ancora ben definiti. In cui ancora ci si fraintende. In cui, in definitiva, si ha ancora qualcosa da perdere. Senza il timore di mostrarlo in pubblico.
Mi ha scaldato il cuore ben più di tante coppie più placide che si trascinano mano nella mano, tutte ricurve su loro stesse, tenere certo, ma delle quali non ci è dato sapere nulla.
L’anzianità è spesso percepita come un’età di disincanto, di serenità, di rassegnazione. Quanta vita invece in quelle due tartarughine, tutte grinzose, che ancora - dopo chissà quanti anni - non rinunciano a far valere le loro opinioni, a prendersi a male parole, senza il timore di mostrarsi così profondamente umani.

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