Legge di natura

“Per essere liberi, bisogna essere temuti.“
Lo ha detto Macron in occasione del varo di un sottomarino, annunciando che la Repubblica Francese incrementerà la produzione di testate nucleari.

É una frase che non riesco a togliermi dalla mente. Che idea di mondo é? La libertà si compra con la paura. Se gli altri mi temono, allora posso essere libero. E chi non é temuto? Non é libero. Il leone é libero, il falco é libero, i predatori sono liberi. Le prede no? Dimentica Macron, che nel suo assioma, prende sì in considerazione la legge del più forte, ma non quella della natura: “C’é sempre un pesce più grosso.”
E nella gara testosteronica a chi ha il missile più grosso, si rischia di fare la fine del topo. La deterrenza atomica, ahi noi, é una strategia che ha fallito. Per ogni Macron che si arma, qualcuno si sentirà minacciato. Ed è un cane che si morde la coda, in un circolo vizioso di paura che - lo dice la Storia - finisce col gran botto.

Mi piace ancora pensare che non bisogna essere temuti, per essere liberi. E allora mi domando: cosa ci rende liberi?
Se per essere libero devo incutere paura, allora la mia libertà dipende dalla fragilità dell’altro. È una libertà condizionata, vigilata, armata. Una libertà che dorme con un occhio aperto. La vera libertà, invece, somiglia più alla fiducia che alla minaccia. Non ha bisogno di essere temuta, ma riconosciuta.

Un bambino è libero quando sa che qualcuno lo protegge, non quando riesce a spaventare gli altri bambini. Un cittadino è libero quando può dissentire senza essere schiacciato. Una nazione è libera quando non deve dimostrare la propria forza ogni giorno. Forse la libertà non nasce dalla paura che incutiamo, ma dalla paura che riusciamo a superare. Superare la paura di non essere abbastanza forti. La paura di perdere potere. La paura dell’altro.

Ho soltanto di recente cominciato a sentirmi libero per la prima volta nella vita. Ed é il momento in cui, per la prima volta, ho imparato a fidarmi. Fa paura all’inizio, mi sono sentito vulnerabile. Poi ho cominciato a sperimentare una leggerezza nuova. E la libertà di vivere nel mondo, senza più temerlo.

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Ho volato con Angelo Branduardi