L’Italia non implora mai

Confesso su un punto, uno soltanto, di avere riposto qualche tipo di fiducia nei confronti della nostra premier. Uno. Ed erano le relazioni con gli Stati Uniti. Che sarebbe stata in grado, insieme a qualche altro sparuto imbecille fascista, di entrare nelle grazie del matto e di proteggere così gli interessi italiani.
Niente. Anche questa carta ce la siamo giocata.
Se infatti fino a pochissimo tempo fa addirittura si augurava un Premio Nobel per la pace a Trump, ora anche la Meloni ha dovuto riconoscere urbi et orbi di avere a che fare con un dissociato e un bugiardo. Crisi diplomatica. Perché poi anche lei ha comunque il tatto negoziale di un pescivendolo barese, si è calata il fez e ha sfoderato la sua migliore modalità Istituto Luce.

“L’Italia non implora mai.” conclude la sua arringa difensiva sui social. Una frase che - lo ammetto - ha, per un istante solo, inorgogliosito anche me. Giusto il tempo di ricordarmi che non è vero manco per finta. Che se c’é una cosa che contraddistingue il nostro rapporto con gli Stati Uniti da ottant’anni buoni è la subalternità assoluta a ogni capriccio politico, economico e diplomatico. Che degli Stati Uniti siamo sempre stati una comoda filiale e niente più. “L’Italia non implora mai” è tanto una bella frase, ma che puzza di miseria. La miseria di chi ha fatto male, ma molto male, i propri calcoli. La miseria di chi ha sbagliato alleanze sul palcoscenico più importante (anche Orban non è stata un’ideona) e che ora con la coda tra le gambe guaisce impotente mentre il padrone arrotola il giornale.

L’Italia implora eccome. Giusto il tempo di salvare la faccia difronte a un elettorato sempre più disilluso, poi potremo tornare in ginocchio dal capo a chiedere venia.
Però ecco, una cosa sola poteva fare la Meloni. E manco quella è riuscita a farla. Anche la sinistra, oggi, una cosa sola doveva fare: attaccare. E invece abbiamo espresso solidarietà. Che qui non ne imbrocca una nessuno, manco a piangere. Intanto muoviamo un altro passo nel vuoto.

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La soglia dello stupore