Mi sono perso Sciascia

Francesco Scianna fa una cosa semplice e scriteriata: legge benissimo senza capirci un’acca. Che detta così sembra una scemenza, ma non lo é.

Innanzitutto so di cosa parlo. Lo so perché l’ho fatto spesso anche io, centinaia di volte, leggendo la sera a mio figlio. Quando i bambini sono così piccoli gli basta la cantilena, qualche svolazzo. Mica l’intenzione. È una lettura durante la quale ho spesso potuto spegnere il cervello e andare avanti col pilota automatico per ore intere. Finché il bimbo non fosse crollato.
Scianna fa una cosa identica. Solo che non la fa per addormentare suo figlio, ma su Audible, leggendo Il Giorno Della Civetta di Sciascia.

Legge bene, Scianna. Nel senso accademico del termine: c’é la melodia, c’è il ritmo, c’è un sacco di mestiere nel legare i periodi. C’é anche un compiacimento irritante nel recitare i termini siciliani. Scianna mette insieme delle lettere che formano delle parole, delle parole che formano delle frasi, delle frasi suddivise in paragrafi, dei paragrafi in capitoli.
Non sbaglia niente (poco) sul piano tecnico, Scianna. Ma non ha la più pallida idea di cosa stia dicendo. Perché non sta leggendo Sciascia: si sta invece inebriando del suono della sua voce.Che poi, non capisse lui e basta allora poco male; ma non capiamo manco noi - ed é Sciascia, non Moccia - e quindi diventa più problematico.

Un esempio? «”Sì signore,” disse con rassegnazione.» Ecco, tu puoi dirlo molto bene quel Sì signore, con l’accento siciliano e tutto il resto. Ma se poi ti dimentichi la rassegnazione, allora stai leggendo come io leggevo a Oliver quando aveva un anno. Quattro ore, tutte così. Slegate. É il paradosso della nave di Teseo, é una magia senza trucco e senza inganno, sono le parole di Sciascia, ma non é Sciascia: é Scianna.

Provo a dirlo così: per imparare a leggere basta frequentare le elementari, per imparare a leggere ad alta voce un paio di anni di accademia. Ma per trasferire un’emozione ci vogliono altre due cose: cultura e cuore. Cultura per capire il contesto di quello che stai leggendo, il significato profondo, le sfumature. Cuore invece nel senso di generosità - di comprendere che quello che stai facendo è un regalo al prossimo. Leggere Sciascia ai tuoi concittadini è un compito altissimo che richiede una consapevolezza civile e istituzionale. Non te lo puoi perdere per strada.

Mi scoccia pure crocifiggere Scianna, perché lettori bravi ce n’è davvero pochi. Questa sensazione di dispersione l’avevo avuta anche con l’ottimo Marinelli mentre leggeva Portnoy. E stiamo parlando di uno dei migliori attori italiani. Però ecco, io Roth me lo ero perso già al terzo capitolo.
Ascoltate Popolizio. Popolizio entra in ogni parola che legge, la fa sua, se la mangia e la risputa in faccia al lettore. Studia, Popolizio, mentre legge, cerca. Che sia Thomas Mann o Stendhal, Proust o Primo Levi, Il Signore degli Anelli o il Barone Lamberto. Popolizio non lascia scivolar via mezza sillaba e, di conseguenza, chi ascolta rimane sul pezzo.
Perché già l’audiolibro è un feticismo strano: prende il gesto attivo della lettura (con un’immaginazione soggettiva) e lo snatura in una fruizione passiva (a immaginazione oggettiva), se poi viene letto come si leggono i numeri del lotto, allora vale la pena accendere la tv.
In particolare con testi come Il Giorno Della Civetta, che hanno un valore storico fondamentale per il Paese, non ci possiamo permettere letture scialbe. Questo, prima di Scianna, dovrebbe capirlo chi fa il casting. Ma cultura e generosità non son sempre di casa. Specialmente se ti chiami Amazon.

parole: 590

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Tiepido mai