La prima finestra
Nei “Genova Tapes” Alessandro Baricco e Renzo Piano siedono di fronte al mare e discutono per oltre quattro ore un po’ di tutto. Aneddoti, scambio di battute, riferimenti alti, letteratura, musica, poesia. Una roba fuori dal tempo che ti trasporta in una dimensione di bellezza e di lentezza da diventarci matti.
Di queste quattro ore sono numerose le cose che mi hanno colpito (il pranzo con Barenboim a Potzdamer Platz nel ‘91 e il balletto delle gru?), ma una su tutte l’ho trovata di una grazia infinita.
Raccontava Piano (che davvero emerge come un uomo di una cultura e di una gentilezza fuori misura) di un progetto al quale il suo studio si sta dedicando proprio in questo periodo: l’Asian University for Women a Chittagong in Bangladesh. Si tratta di un campus in cui ragazze e donne provenienti da contesti di miseria oppure fuggite da territori martoriati dalle guerre, vengono accolte per ricevere l’opportunità di iniziare o di proseguire un percorso di studi di stampo umanistico.
La fase iniziale di “disegno” del progetto prende spunto da numerose interviste che Piano e il suo studio intraprendono proprio con le future studentesse del campus, domandando loro cosa desiderino, cosa immaginino, quali elementi reputino imprescindibili nelle aule dell’università.
Racconta Piano come gli siano rimaste impresse le risposte più essenziali delle giovani donne; una delle quali addirittura gli ha detto: “una finestra”. In Iraq infatti, questa donna non aveva mai posseduto una finestra. Qualsiasi bambino, in questo emisfero, invitato a disegnare una casa, non dimenticherebbe mai le finestre. Al nostro orecchio pare quasi inconcepibile che un individuo in età adulta non abbia mai abitato una casa dotata di finestre.
E così capita che a un architetto di Pegli, ottantotto anni sul groppone, capiti ancora di emozionarsi all’idea di regalare a una giovane donna la sua prima finestra, il suo primo sguardo luminoso sul mondo.
Soltanto un mese fa ammattivo coi regali di natale. A ragionare su cosa regalare a parenti e amici, ma soprattutto a mio figlio. Intanto Renzo Piano regalava a una donna irachena la sua prima finestra. Quante cose diamo per scontate. E in tutto questo mi sono dimenticato di spiegargli, al mio ragazzo, quanto è bella e preziosa quella finestra che ha in camera. Quanta luce fa entrare. Avrei potuto anche io regalargli la sua prima finestra, soltanto mostrandogliela, raccontandogliela.
“La bellezza è un atto politico,” spiega Piano: “ha a che fare con la solidarietà umana, con la curiosità per il sapere, per lo stare insieme.” Il dono più grande, a volte, è davvero non dare per scontato nulla e guardare le cose belle del mondo come se le vedessimo per la prima volta. Anche una semplice finestra. Soprattutto una semplice finestra.
Basterebbe davvero niente.
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