Via
Ogni tanto vorrei scrivermele, ma ha cominciato a dirle a raffica e dovrei vivere col taccuino in mano. Da qualche mese ha fatto uno scatto in avanti e sembra che la lingua non gli stia dietro al cervello. È un periodo della sua vita esilarante. Vedere quel linguaggio maldestro costruire castelli in aria tra nonsense e scampoli di cose sentite dai grandi; difendere a spada tratta ragionamenti senza capo né coda. È faticoso, certo, ma anche meraviglioso. E il tempo insieme somiglia sempre più a un tempo tra amici - ammesso che il tuo amico sia perennemente ubriaco marcio.
Fatto sta che di mezzo alle sciocchezze e le fantasie, ne saltan fuori alcune davvero degne di nota.
Una su tutte, oggi.
Freddo polare, gli propongo di scaldarci facendo una corsetta. Accetta e si apposta con le mani in terra. “Dai tu il via,” lo invito. E lui: “Pronti… Pazienza… Via!”
Ecco mio figlio, tre anni, che condensa in tre parole ogni mio buon proposito per questo 2026: pancia a terra, santa pazienza, e scatto in avanti.
Ho riso, molto, poi mi son fermato a pensarci per un tempo irragionevole.
parole: 186