Salvo il gesto
La differenziazione dell‘offerta passa da piccoli accorgimenti. Difronte al dilagare delle piattaforme di streaming su tutta la filiera audiovisiva, la sala cinematografica potrebbe - e a ragion veduta - gettare la spugna.
Cosa offre, infondo, di così distintivo la sala, che lo streaming non può proporre? L’esperienza, certo; ma é un‘esperienza ancora rilevante? Interessa, questa esperienza?
Baricco forse parlerebbe di un “gesto”. Un contatto arrugginito, ma sempre vigile. Un’artigianalità, se vogliamo, che sfugge al digitale. Ancora serve personale, alle casse, al bar, le maschere, il proiezionista, esseri viventi in carne e ossa che gravitano nell’orbita cinematografica.
Un gesto, appunto, fisico e tangibile.
Lo ha capito bene il FaF, acronimo affettuoso che i berlinesi utilizzano per indicare il Filmtheater am Friedrichshain, una delle sale più amate in città. Non solo sono caratteristiche la sua struttura e ben curate le sue cinque sale; nemmeno bastano i numerosi collaterali che il FaF affianca a una già attenta programmazione: dal ben noto mercatino dell’usato una volta al mese alle mostre artistiche e i concerti nel suo foyer.
Il gesto, ormai unico nel suo genere, che il Filmtheater offre come segno di assoluta differenziazione analogica, sono le locandine dei film dipinte a mano.
Le realizza tale Götz Valien, nel suo atelier di Schöneberg, nient’altro che il suo soggiorno. Tre giorni per ciascuna. Quantomeno per quelle del FaF, perché per quelle che vengono esposte sulla facciata rigorosa del Kino International (quello che frequentavano gli Honecker e gli Ulbricht) gli ci vuole almeno una settimana.
Fatto sta che nell’anno del signore 2026, due sale di una nota catena come la Yorck (dio li benedica), ancora scelgono di far dipingere le locandine della propria programmazione a un vecchio austriaco coi capelli ossigenati.
Tutto per quel gesto. Quel qualcosa che non ha nome e che una piattaforma digitale, con tutta la sua artificiale intelligenza, non riuscirà mai a darci: una profondità.
Perché la gente al Filmtheater ci viene per vedere il film, certo; ma ci viene in anticipo, perché prima si guarda la locandina e tutte quelle passate esposte nel foyer. Una cosa che se minimamente ti piace il cinema c’é soltanto da leccarsi i baffi. Che andare a vedersi un film al FaF e arrivarci al pelo non ha proprio senso: allora te ne potevi stare a casa a guardare Netflix.
O no?
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