Tanto tanto tanto pesto

Come nel più banale dei romanzi di formazione, “Anni più tardi si ritrovò in cucina a compiere quella stessa sequenza di gesti,” eccetera. Tant’è: anni più tardi, eccomi lì in cucina, a compiere la stessa sequenza di gesti che compiva lei per me, ogni settimana. “Scaldò l’acqua, vi sciolse lentamente un cucchiaino di brodo, poi la versò sul pane spezzato, spingendolo piano verso il fondo perché si impregnasse, e lo lasciò lì a cedere, in silenzio, per dieci minuti.” O una cosa simile.
L’ho osservata un milione di volte, eppure oggi non mi sono fidato a staccare un solo momento gli occhi dalla ricetta. Alla fine è venuta buona. Non come la faceva lei - non ci sono le materie prime. Ma buona.
Dico a mio figlio: Me la faceva mia nonna quando ero piccolo. Ci ho messo tanto tanto tanto amore.
Lui mi guarda. “Non ci voglio l’amore. Ci voglio dentro tanto tanto tanto pesto.”

Era la mia prima pappa al pomodoro. Non gli è piaciuta. Allora ho mangiato anche la sua.
Come fa a non piacergli la pappa col pomodoro?
Ma forse, infondo, sono sollevato.

parole: 183

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Salvo il gesto