Sei carina

Numerosi utenti si domandano: “Cosa abbiamo fatto per meritarci questo"?” Ed è una domanda che mi mette il voltastomaco. Li abbiamo votati, dannazione. Non tu, non io. Ma li abbiamo votati: il sistema democratico impone il plurale. E non è un caso che mentre il premier in Spagna si chiama Pedro Sanchez, noi ora ci troviamo incastrati con Giorgia Meloni e la sua banda di bestie. Li conoscevamo tutti, sapevamo chi ci avrebbe governati: i loro curriculum parlavano chiaro, i loro anni di militanza, la loro volgarità, la loro allergia al progresso, il loro reazionarismo. Nessuna sorpresa, avevano nomi e cognomi e noi a questi disgraziati abbiamo consegnato le chiavi del Paese. E ora sono arrivati per restare. Hanno realizzato le loro promesse? La qualità delle nostre vite è migliorata? Dipende da che giornali leggiamo. Quando li leggiamo.
LI abbiamo votati e ora ci teniamo la seconda carica dello Stato che, all’uscita dell'inaugurazione della mostra "Il volto delle donne", dedicata alle madri costituenti, dice a una giornalista “Tu chi sei? Sei carina.”
Sei carina. Ciò che rimane delle istituzioni. Quando, naturalmente, le istituzioni sono rappresentate da un manipolo retrogrado di balordi. Come per i vent’anni berlusconiani, anche questo disastro lascerà una scia di miseria culturale che ci trascineremo appresso per decenni. Oltre ai danni economici, oltre al progresso mancato, oltre le riforme stantie. Ma mentre a quelli - eventualmente - si può mettere una mano tardiva, per le storture della cultura non c’è manovra che regga: è la zucca di due generazioni buone di italiane e di italiani che hai maciullato. Due generazioni di italiane e di italiani che voteranno.
La dignità delle istituzioni. La dignità. Altro che patria.

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