Sei ore al Humboldt Forum

A quattro anni di distanza, non smette di stupirmi l’offerta culturale della città di Berlino. Con cadenza settimanale ormai affido parte del mio fine settimana alle istituzioni della capitale e ancora ho la netta sensazione di non aver visto nulla.
Si possono trascorrere sei ore intere, accompagnando un bambino di quattro anni, all’interno del monumentale Humboldt Forum, dirimpetto il Duomo, sull’Isola dei Musei, senza incontrare intoppi, lasciandosi ammaliare dalla mole di sale e di iniziative che popolano la fondazione.
In quelle sei ore c’è spazio per un intero giro del mondo: si passa dalle monumentali imbarcazioni (originali) dell’Oceania ai tesori millenari dell’Asia Orientale, per poi ritrovarsi immersi nei laboratori interattivi dell’Humboldt Lab o tra le installazioni multimediali che raccontano le metamorfosi globali di Berlino. È un labirinto di stimoli dove mostre temporanee, concerti, proiezioni cinematografiche nel moderno auditorium, sessioni di letture animate e laboratori di storytelling per bimbi si susseguono senza sosta, trasformando ogni corridoio in una scoperta e confermando come questa immensa piazza coperta sia, prima di tutto, un organismo culturale vivo, accessibile e in perenne mutamento.
Così, mentre fuori la sera si posa sul profilo del Duomo e la Sprea scorre lenta a un passo dai cortili, si esce da quel palazzo con la strana certezza di aver attraversato secoli al passo lento che soltanto un bimbo sa ancora tenere. Berlino ti concede questo lusso raro: ti fa tornare a casa stanco, ma con la sensazione bellissima che il mondo intero, alla fine, sia a sole poche fermate di metropolitana.

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Nico Holonics, attore