Staccare
Ultimamente sento il bisogno di “staccare”, come si dice in gergo. Ci avevo provato già con scarsissimo successo a maggio. Scarsissimo. Forse perché io per primo non avevo preso abbastanza sul serio il concetto. Staccare, effettivamente - con la sua prorompenza sia evocativa sia fonetica - dovrebbe significare sganciarsi, disgiungersi, separarsi da tutte le realtà che altrimenti compongono la nostra quotidianità. Nell’accezione più milanese (immagino), l’avevo sempre intesa come una semplice vacanza, ma ora desidero uno stacco vero, compiuto, netto, pieno - ergo: da tutto, ma soprattutto da tutti. Voglio scomparire. Per quanto non so, ma sento il concreto bisogno di non esistere per un periodo e devo confessare che non mi era mai occorsa questa necessità come l’avverto oggi.
Natale? Prima? Ad ogni modo, presto. Perché percepisco l’imminenza di un cortocircuito che vorrei a tutti i costi risparmiarmi. Di nuovo.
parole: 141