Troppo tardi

Facendo la doccia questa mattina ho percepito alle mie spalle incombere una presenza. Mi sono scrollato l’acqua di fronte agli occhi e mi sono guardato intorno, inquieto. Ci ho messo un poco a capire che si trattava di un raggio di sole che mi coglieva timido da dietro la finestra.

Saranno state almeno due settimane che non vedevo quel tenue baluginio farsi strada dentro casa. Sono rimasto non poco a fissare il cielo, che raccontava una schiarita temporanea e ho desiderato così tanto non essere sotto la doccia.

Mi sono sistemato, vestito, e con il cuore leggero mi sono avventurato fuori, verso il bar, per bere un caffè. Ma il momento era passato. Le nubi avevano inghiottito nuovamente quel timido trailer di leggerezza.

Ho maledetto la doccia.

Tanto sa essere frustrante il cuore dell’inverno in questa città. Che sì, come le grandi fatiche di vita, una volta superate si dimenticano. Ma quando ci si é nel mezzo sembrano non finire mai.

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