Un bacio liscio

È un abito che si veste ogni giorno. Per una donna si potrebbe paragonare al taglio di capelli, ma non sarebbe accurato. La barba cambia drasticamente la morfologia facciale. Un uomo che indossa una barba folta per quindici anni, senza mai tagliarla, nel momento in cui la elimina, cancella un tratto fondamentale della propria identità. Come il colore degli occhi, ma con un effetto molto più evidente, più esteso, più invasivo. Parliamo del 40% del volto. Tagliarsi la barba equivale in tutto e per tutto a una plastica facciale.
Ho sempre scherzato: “Non me la taglio finché la rivoluzione non sarà compiuta,” parafrasando il voto dei barbudos cubani. E forse vivendo - finalmente - nella Berlino della Linke, potrei giustificare la parafrasi.
Ma la verità, pura e semplice, è che mio figlio (che non mi ha mai conosciuto un solo giorno senza barba) mi ha chiesto un bacio liscio. È stato soltanto un piccolo regalo che mi è costato una trentina scarsa di Euro e che durerà giusto qualche giorno. La barba me la faccio ricrescere.
Guardarmi allo specchio non è stato facile. Mi ha fatto ripensare al primo romanzo - bruttino - di Carrère, Baffi. Siccome l’avevo trovato insipido, non me lo ricordo; ma se non sbaglio finiva malissimo. Come il primo corto di Scorsese, The Big Shave. Dimostrano entrambi quanto sia fragile questo maschio, quanto lo sia sempre stato, nel suo immaginario testosteronico. Chissà, sarà che ho fatto l’attore per qualche anno. Ma per me equivale a un trucco. La metamorfosi continua, che lo vogliamo o no.
E un bacio liscio valeva ogni rischio.

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Riconoscersi, sempre.